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Filmstudio
V.degli Orti d'Alibert 1/c
(Trastevere)
00165 Roma

                           FILMSTUDIO 1                               

 da Venerdì 18 a Giovedì 24 maggio 
2012
ore 16.30  e 18.20
IO SONO LI (Opera prima) di Andrea Segre.
Con Zhao Tao (Shun Li), Rade Šerbedžija (Bepi),Marco Paolini (Coppe), Roberto Citran (Avvocato), Giuseppe Battiston (Devis).(Francia/Italia 2011, col., d.: 100’) 

-David di Donatello 2012
come Miglior attrice a Zhao Tao.
-Premio Fedic, Premio Lanterna Magica e il Premio Lina Mangiacapre all'8ª Edizione delle ‘Giornate degli Autori - Venice Days’ (Venezia, 2011).  



Shun Li lavora in un laboratorio tessile della periferia romana per ottenere i documenti necessari a far venire
in Italia suo figlio di otto anni. All’improvviso viene trasferita a Chioggia, una piccola città-isola della laguna veneta per lavorare come barista in un’osteria. Bepi, pescatore di origini slave, soprannominato dagli amici
“il Poeta”, da anni frequenta quella piccola osteria.
Il loro incontro è una fuga poetica dalla solitudine,
un dialogo silenzioso tra culture diverse, ma non più lontane. Ma l’amicizia tra Shun Li e Bepi turba le due comunità, quella cinese e quella chioggiotta…
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ore 20.05 e 22.00
SANDRINE NELLA PIOGGIA un film di Tonino Zangardi.
Con Sara Forestier, Adriano Giannini, Luca Lionello,
Alessandro Haber, Monica Guerritore, Goya Toledo.
(Italia 2008, col., 105’)
Premio Cèsar 2011 come Miglior Attrice a Sara Forestier. 



 Sandrine nella pioggia rappresenta il mistero che
c'è in ogni incontro importante della nostra vita...
Un uomo e una ragazza s'incontrano in un giorno di
pioggia incancellabile nella vita dell'uno e dell'altra,
pura energia inspiegabile, attrazione illogica di due
persone così diverse […]. La bellezza femminile che
stordisce. La pioggia che lava il presente e i ricordi e
lascia pulite le orme della propria esistenza. Non c'è
amore senza senso di colpa né comprensione tra i
silenzi. Perché Sandrine è erotismo e mistero, voracità
e paura, una passione viscerale dove il rosso è il fuoco
dentro, sangue di un amore dannato e infinita bellezza”. (Tonino Zangardi)



 

                           FILMSTUDIO 2                           

da Venerdì 18  a Giovedì 24 maggio2012
ore 17.15 – 19.30 e 21.45
UNA SEPARAZIONE  - Versione italiana
scritto, prodotto e diretto da Asghar Farhadi.
Con Leila Hatami (Simin), Peyman Moaadi (Nader),
Shahab Hosseini (Hodjat), Sareh Bayat (Razieh),
Sarina Farhadi (Termeh), Babak Karimi (Giudice),
Ali-Asghar Shahbazi (Padre di Nader), Shirin
Yazdanbakhsh (Madre di Simin), Kimia Hosseini
(Somayeh), Merila Zarei (Signorina Ghahraei).
(Iran 2011, colore, durata: 123’)



- OSCAR 2012 come Miglior Film Straniero.
- Golden Globe 2012 come Miglior Film Straniero.
- David di Donatello 2012: Miglior Film Straniero.
- César 2012 come Miglior Film Straniero.
- Orso d'Oro per Miglior Film e Orso d'Argento per Miglior Attore e Attrice (entrambi a tutto il cast di attori e attrici) e Premio della Giuria Ecumenica al  Festival di Berlino 2011.

Nader e Simin hanno ottenuto il visto per lasciare l’Iran ma Nader si rifiuta di partire e abbandonare il padre affetto da Alzheimer. Simin intende chiedere
il divorzio per partire lo stesso con la figlia Termeh
e, nel frattempo, torna a vivere da sua madre. Nader
deve assumere una giovane donna, Razieh, che
possa prendersi cura del padre mentre lui lavora,
 ma non sa che la donna, molto religiosa, non solo è incinta ma sta anche lavorando senza il permesso
del marito. Ben presto Nader si troverà coinvolto in
una rete di bugie, manipolazioni e confronti, mentre
la sua separazione va avanti e sua figlia deve
scegliere da che parte stare e quale futuro avere...

"Un film di grande umanità, di mirabile scrittura
e quindi di altissima godibilità. Insomma un film
'divertente' nel senso
più alto del termine, a condizione di essere spettatori adulti, capaci di
divertirsi non solo a suon di rutti e flatulenze varie,
ma osservando sullo schermo il dipanarsi della 'umana commedia' […]”. (Alberto Crespi, 'L'Unità',
 21 ottobre 2011)

“[..] Ritengo che il mondo oggi abbia più bisogno
di domande che di risposte. Le risposte non ti spingono a fare domande e pensare.. La prima domanda della pellicola è se un bambino iraniano
ha un futuro migliore nella sua terra o all’estero.
Non ho una risposta preconfezionata. Mi piacerebbe che questo film portasse lo spettatore a porsi delle domande del genere.” (Asghar Farhadi)