B - Schede film


Le schede dei film sono catalogate in ordine alfabetico

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BAMAKO

di Abderrahmane Sisako, con Aïssa Maïja
(Francia 2006, 118', v.o. francese)

Presentato al Festival du Cinema, Cannes 2006, al Toronto International Film Festival, Toronto Canada (2006) e al San Sebastian Film Festival, San Sebastian, Spagna (2006)

Melé la cantante di un bar, suo marito Chaka è lontano per lavoro e i due stanno per lasciarsi. Nel cortile della casa che e in comune con altri vicini, si appronta un tribunale.

La società civile africana ha montato un'accusa contro il fondo monetario internazionale colpevole, secondo loro, delle sventure africane. La vita scorre nel cortile, tra le confessioni e le testimonianze. Chaka non sembra interessarsi di questo nuovo bisogno africano di lottare per i propri diritti. BAMAKO è una descrizione imponente e immaginativa di un periodo critico che riflette simbolicamente il collasso dell'africa di oggi. Il film bilancia riflessioni sul ruolo degli occidentali e rivela questioni private, in questo modo il film, buffo e complesso allo stesso tempo tira fuori la parte migliore di vari generi: commedia. Western e drammatico.



 
BANKING ON DISASTER
di Adrian Cowell
(Gran Bretagna 1987, 78’, v.o. inglese)
Premiato al San Francisco International Film Festival (Golden Gate Award, Best Environmental Documentary) e al Vermont World Peace Film Festival (Best International Concerns)
AWARDS:Grand Prize, Medikinale International Parma Best International Issues, American Film & Video FestivalCrystal Apple, Social Studies, National Educational Film & Video Festival Golden Gate Award, Best Environmental Documentary, San Francisco International Film FestivalBest Educational Feature, 4th Annual TV Movie AwardsBest International Concerns, Vermont World Peace Film Festival Environmental Film Festival in the Nation’s Capital

BANKING ON DISASTER
Le gravi conseguenze della Costruzione di una strada nel Cuore dell’Amazzonia
(Gran Bretagna 1987, 78 min.) Diretto da Adrian CowellProdotto da Nomad Films Un documentario unico e d’importanza vitale sul peggior disastro ambientale del secolo: la distruzione della foresta pluviale amazzonica. Il noto documentarista britannico Adrian Cowell ha investito gli ultimi dieci anni nelle riprese dell’apertura di una strada in Amazzonia, l’ultimo grande traguardo. In questo film egli documenta le catastrofiche conseguenze dell’aver costruito una strada nel cuore della più grande foresta pluviale al mondo, situata in Brasile. La strada che porta nello stato di Rondonia è stata in parte finanziata dalla World Bank. E’ stata creata per aiutare centinaia di migliaia di coloni provenienti da altre aree del Brasile a spostarsi in quella regione per poter coltivare, ma gli effetti sull’ambiente sono stati devastanti e le misure adottate per proteggere gli indigeni si sono rivelate inadeguate. Contrariamente a quanto si aspettavano, gli abitanti hanno tratto ben pochi benefici. La povertà del terreno e un’impostazione del lavoro scarsamente sistematica, infatti, hanno fatto sì che i vari tentativi di coltivare la terra disboscata fallissero. La storia è narrata in tre capitoli, l’ultimo dei quali riguarda Chico Mendes, leader del sindacato dei seringueiros, che è stato assassinato per i suoi coraggiosi sforzi nel fermare la devastazione della foresta pluviale e nel dare vita ad aree protette che potessero essere amministrate dalle comunità locali dei raccoglitori di caucciù (seringueiros). Queste “riserve estrattive” da allora sono state definite dalla World Bank come “l’alternativa più efficace all’agricoltura di sussistenza e all’allevamento del bestiame.
Lo scopo del film è epico e per il pubblico statunitense ha avuto una risonanza particolare. Il programma è una prima versione in sintesi della serie La decade della distruzione.


 
 
BATAILLE SUR LE GRAND FLEUVE
di Jean Rouch
(Francia 1950, 33’, v.o. francese)
Aiuto-regista: Roger Rosfelder 

Rouch, ingegnere civile, partito alla volta del Niger per costruire ponti e strade negli anni Quaranta, inizia dopo poco tempo a girare i suoi primi documentari, conquistato dal fascino del grande fiume e delle sue rive ricoperte di alberi maestosi dove poteva sentire di frequente il bramito degli animali selvaggi all’abbeverata. Ma anche sinceramente, fraternamente interessato ad entrare in un reale contatto con gli abitanti dei villaggi, con la loro “joie de vivre” e con quell’«umanesimo della socialità» così disarmante.

Bataille sur le grand fleuve
è uno dei primi documentari di Jean Rouch, girato nel Niger, ad Ayouran e a Firgoun; sulla caccia all’ippopotamo con l’arpione da parte dei Sorko che abitano le rive del Niger.




BATTERIES DOGON O TAMBOURS DE PIERRE
(Batterie Dogon o i tamburi di pietra) di Jean Roch
Soggetto: Germaine Dieterlen, Gilbert Rouget
(Francia 1966, 25’, v.o. francese) 

I giovani cacciatori di capre selvatiche sui dirupi di Bandiagara (Mali) suonano i tamburi di pietra dei loro antenati: un film etno-musicologico che descrive le sottili performance della mano destra e della mano sinistra dei suonatori di tamburo Dogon.


BERLINSONG di Uli M. Schüppel
fotografia: Uli M. Schüppel;
musica: Elisabeth Wood, Einar Stenseng, Kat Frankie, Josepha Conrad, Philip Conrad, Tommy Simatupang, Nathan Vanderpool
(Germania, 2007, 84’, documentario)
v.o. con sott. italiani

Il regista Uli M. Schüppel ha chiesto a sei musicisti da tutto il mondo di mostrargli il loro quartiere berlinese preferito, invitandoli poi a dedicargli una canzone: il risultato è un mosaico sonoro che trova nella capitale tedesca un palcoscenico d’eccezione. 


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