C - Schede medio e corti


Le schede dei cortometraggi sono catalogate in ordine alfabetico

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CINÉTRACTS
41 filmati muti di 2-3 minuti ciascuno realizzati anonimamente nel maggio ’68 da cineamatori militanti e da cineasti ‘affermati’ (Alain Resnais, Jean-Luc Godard, Chris Marker). Prod.: Slon/Iskra (Francia 1968, b/n, 90’)

Il Collettivo Cinétract, promosso da Jean-Luc Godard, Jean-Pierre Gorin, Alain Resnais e Chris Marker e a cui aderirono numerosi studenti e cineamatori militanti, realizzò i cinétracts nel maggio-giugno 1969. Accordo perfetto tra testimonianza e fulminante “Agit-Prop”, i cinevolantini sono stati degli efficaci proiettili visuali, utilizzati con successo quarant’anni fa nelle fabbriche occupate, nelle assemblee studentesche e nelle riunioni dei comitati d’azione.
Che cos’è un cinétract? È 2’44” (una bobina 16mm di 30 metri) di film muto con tema politico, sociale o altro, destinato a suscitare la discussione e l’azione.
Tentiamo d’esprimere con i Cinétracts i nostri pensieri e le nostre reazioni per:
Contestare – proporre - scioccare - informare - interrogare - affermare - convincere - pensare - urlare - ridere - denunciare - coltivare”.  Cinétract Collectif, maggio ‘68 

Questa cinquantina di film da due o tre minuti, alcuni di essi amatoriali, altri diretti da cineasti esperti, fu utilizzata per l’agit-prop nel maggio 1968. A Parigi, nel 1968, occorreva rilanciare l’opposizione politica ed artistica. L’idea di questo confronto cine-urbano delle parole e delle cose, sarebbe stata di Chris Marker. 


CLOSE UP
R.: L. Malle. Sc.: L. Malle.
Musica: Erik Satie.
Int.: Dominique Sanda.
(USA, 1976, col., 26')

Girato a Los Angeles nel lontano 1976, questo breve film è una singolare confessione intima di Dominique Sanda, attrice preziosa e segreta rivelata da Bresson e cara a Bertolucci. "Indossavo sempre delle maschere diverse prima di incontrare Bresson che mi ha rimesso al posto giusto". "Bernardo sa che non sono un'estroversa, sente che in me c'è una specie di follia latente... Sono fatta per la notte". All'accusa di essere molto orgogliosa, Dominique replica: "Pensi che cercare l'assoluto, il sublime, sia orgoglio?". Come sa filmare le donne Louis Malle! Inedito.

Codice aperto
di Luca Scarsella, coreografia di Enzo Procopio, 15'30"

Cinque entità, ombre e corpi, invadono il tempo sospeso di uno spazio naturale popolato da segni, interventi lasciati da artisti in precedenza. I danzatori vivono le installazioni, scoprendo in ognuna una parte segreta di se stessi. Nella dialettica di vuoti e di pieni, di scorci e aperture, in una proliferazione incessante di figure e suoni, intervallate da attese e sospensioni, un codice di segni emerge dalla danza e si anima nell'arte visiva, creando un'ulteriore forma di racconto. E' ambientato nel parco di Arte ambientale la Marrana, di Montemarcello (La Spezia).



CRAZEOLOGIE
R.: L. Malle. Sc.: L. Malle.
Musica: Crazeology di Charlie Parker.
Int.: Bernard Malle, Nicolas Bataille, Pierre Frag.
(Francia, 1953, col., 5')

Brevissimo film di diploma all'Idhec. Un pannello avverte: "Saggio di resa cinematografica dell'assurdo teatrale e letterario. Tre fratelli in una stanza. Due fingono di giocare a poker; "Dov'è nostra sorella?" domanda il terzo... Nella stanza accanto c'è una ragazza che sembra dormire, ma si scopre che è solo un manichino. "Era una gag" annuncia uno dei tre, e propone di ascoltare Crazeology di Charlie Parker, allegramente fatto a pezzi, come nel teatro dell'assurdo alla Ionesco. L'assurdo avrà sempre un'importanza nella filmografia malliana (Zazie, Viva Maria, Milou a maggio). "Malle vuole una comicità che non faccia ridere, e una tragicità che non emozioni, proprio come in Ionesco" (Pierre Billard).


La custode,
di Anna De Manincor, Enzo Casacci, 1997, 16'
Vincitore Premio di Produzione - Concorso Italia, 1998 insieme a Skankrer e Qualcosa su intervallo
soggetto Arma Albertarelli
sceneggiatura Anna Albertarelli, Enzo Casacci
coreografia Anna Albertarelli, Catia Della Muta, Marco Mercante
fotografia Gigi Martinucci
montaggio Davide Pepe
musiche Psychic TV, Legendary pink dozs, Nurse with wound
con Anna Albertare\li, Vincenzo Bonaffini, Catia Dalla Muta, Marco Mercante, Marco Mignosa
produzione Anna Albertarelli, Teatro Polivalente Occupato, Amadossalto Bologna

Anna De Manicor prosegue in questo suo nuovo lavoro l'esperienza con il gruppo di teatro-danza bolognese Amadossalto, inizia­ta nel 1995 con Mald'estro e proseguita lo scorso anno con Torta centrifuga. La custode, come recita il materiale illustrativo, è un bizzarro "incrocio tra videodanza e film muto di genere noir!", basato sul personag­gio del titolo che vive in un sottoscala, aspettando che arrivi qualcuno oppure beve whisky in un bar. Un esempio di costruzione narrativa di grande fascino in cui citazioni cinematografiche, perfette rievocazioni di atmosfera e scelte coreografiche sono unite in una struttura coin­volgente che conferma le qualità del lavoro della regista.


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