C - Schede film
Le schede dei film sono catalogate in ordine alfabetico
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z
CALCUTTA (id.)
R. e sogg.: L. Malle. Fot.: Étienne Becker. Mont.: Suzanne Baron. Commento: L. Malle
(Francia/GB, 1968-69, col., 105')
Un'esperienza memorabile di cinema "live" per le strade di Calcutta (1968). Impressioni fuggitive rubate al volo da un documentarista di genio. "Venite a vedere com'è difficile per un occidentale capire l'India": Malle ci invita semplicemente a guardare, rinunciando a voler spiegare. Questo tuffo nella miseria quotidiana e nella dignità di una città-bidonville magmatica è la prima parte di un memorabile viaggio nel pianeta India (L'India fantasma, sette ore di film) che Malle considera la sua opera migliore.
LA CHASSE AU LION À L'ARC
(La caccia al leone con l’arco) di Jean Rouch
Aiuto-regista: Damouré Zika, Lam Ibrahima Dia;
suono: Idrissa Meiga, Moussa Amidou;
con alcuni cacciatori di leoni (Gao) del Niger e del Mali.
(Francia 1965, 80’, v.o. francese)
Leone d’oro alla XXVI Mostra del Cinema di Venezia, 1965
I materiali per questo film sono stati raccolti in sette anni, in un periodo che va dal 1957 al 1964, tra i pastori Fulani e gli abitanti dei villaggi Songhay, nella Savana del Niger del nord, del Mali e dell’Alto Volta (Burkina Faso). I Songhay chiamano questa regione “la boscaglia che è più remota del lontano paese che non sta da nessuna parte”. I cacciatori di leoni sono una casta ereditaria Songhay, i Gao; solo loro possono cacciarli, i pastori Fulani si devono limitare ad allontanarli con le pietre. I leoni generalmente uccidono il bestiame malato o ferito, ma in qualche occasione possono attaccare un gregge in buona salute. I Gao sono allora capaci d’individuare il leone responsabile perché conoscono le caratteristiche e le abitudini di ogni singolo animale. Nel film, per esempio, i cacciatori stanno cercando “l’Americano” un leone così chiamato per la sua forza e la sua astuzia. I Gao cantano le lodi non soltanto dei cacciatori ma anche del leone cacciato. Una volta caduto in trappola, l’animale è colpito con frecce avvelenate e viene ad esso ingiunto di morire rapidamente e di dimenticare i cacciatori. Il suo corpo è colpito tre volte per liberare la sua anima, in modo che essa non faccia impazzire i cacciatori.
CHIAMAMI SALOMÈ
Regia: Claudio Sestieri; da Salomè di Oscar Wilde
Fotografia: Marco Onorato
Scenografia: Antonello Geleng, Mario Fontana; Costumi: Lia Morandini, Stefania Svizzeretto
Montaggio: Claudio Di Mauro
Musica: Luigi G. Ceccarelli
Coreografia: Ilaria Sacchetta
Interpreti: Ernesto Mahieux, Carolina Felline, Elio Germano, Caterina Vertova, Genti Kame, Gilberto Idonea, Sergio Petrella, Manuel Oliverio
produzione: Pietro Innocenti per Media Plex srl
(Italia 2005-2006, col., 86’)
Una notte interminabile di festa, nel corso della quale un vecchio capo-banda perde il potere e la voglia di vivere, un innamorato respinto perde la vita, l’ostaggio di un sequestro in crisi mistica perde letteralmente la testa e un’adolescente incantevole ed incantatrice perde la verginità e conosce, allo stesso tempo, i misteri della vita e quelli della morte...
Estate. Una fabbrica
abbandonata al cui interno
spicca una scenografia come
clonata da un “peplum” anni ‘60.
La location ideale per la festa di
Erode (un boss della criminalità
organizzata...
In questo film si è puntato sul continuo incrocio tra dramma ed ironia, tanto che la notte di festa, organizzata da un Erode dei nostri giorni, pur sfociando nella tragedia, si alimenta all’interno di un grottesco set capace di ricordare le atmosfere dei “peplum” anni ‘50-’60.
LA CHINOISE di Jean-Luc Godard;
fotografia: Raoul Coutard;
musica: Karl Heinz Stockhausen;
con Anne Wiazemsky, Jean-Pierre Léaud, Juliet Berto, Francis Jeanson
(Francia 1967, col., 90’)
Tre giovani e due ragazze della cellula marxista-leninista “Aden Arabia” tentano di applicare alle loro azioni le teorie di Mao: l’attore Guillaume (Léaud) decide di dedicarsi al teatro socialista di strada, la studentessa di filosofia Veronique (Wiazemsky) si pone invece l’obiettivo di uccidere un ministro sovietico in visita a Parigi… Forse il più noto film di Godard in cui “la tensione utopica annuncia la rivolta studentesca del ’68 e pone problemi che tutta una generazione va ponendosi.” (Farassino)
CLOSE UP R.: L. Malle. Sc.: L. Malle. Musica: Erik Satie. Int.: Dominique Sanda. (USA, 1976, col., 26')
Girato a Los Angeles nel lontano 1976, questo breve film è una singolare confessione intima di Dominique Sanda, attrice preziosa e segreta rivelata da Bresson e cara a Bertolucci. "Indossavo sempre delle maschere diverse prima di incontrare Bresson che mi ha rimesso al posto giusto". "Bernardo sa che non sono un'estroversa, sente che in me c'è una specie di follia latente... Sono fatta per la notte". All'accusa di essere molto orgogliosa, Dominique replica: "Pensi che cercare l'assoluto, il sublime, sia orgoglio?". Come sa filmare le donne Louis Malle! Inedito.
COGNOME E NOME: LACOMBE LUCIEN
R., sogg. e sc.: L. Malle. Fot.: Tonino Delli Colli. Int.: Pierre Blaise, Aurore Clément, Holgen Löwenadler.
(Francia/Italia, 1974, col., 135')
Giugno 1944, poco dopo lo sbarco alleato in Normandia, nel sud-ovest della Francia, un giovane contadino, Lucien Lacombe, rifiutato dalla Resistenza, diventa un collaboratore della Gestapo e accetta di lavorare con una banda di torturatori; innamoratosi di una ragazza ebrea, ucciderà un ufficiale tedesco e fuggirà con lei versi i Pirenei ma sarà catturato dai partigiani e fucilato.
"Lacombe Lucien è un povero contadino ignorante, umiliato, emarginato che scopre il potere e si aggrappa a quelli che glielo hanno dato. Il collaborazionismo come una costante della storia. Non ho voluto fare il ritratto di un traditore, ma analizzare un personaggio complesso in tutte le sue contraddizioni, senza cercare però di giustificarlo [...] Questo personaggio non poteva essere interpretato da un attore professionista, doveva essere per forza un contadino vero: l'ho trovato in Pierre Blaise, che è stato molto più di un attore, in certi casi è diventato un prezioso consigliere. Il film non è realistico, si muove in una dimensione onirica, viene raccontato come una specie di sogno o meglio di incubo". (Louis Malle)
"Lacombe Lucien è di gran lunga il migliore film, sinora, di Louis Malle. In questo film il regista ha saputo far violenza a se stesso, e, sormontando ogni censura interiore, è riuscito ad esprimere con lucida e crudele precisione il sentimento straziante e, in alto grado, ambiguo che gli ispirava la tragedia dell'occupazione nazista in Francia". (Alberto Moravia)
"Un gran film francese che non deve niente alla moda, all'intellettualismo di questa o quella cricca. Un film potente e straziante, che nasce da un dramma che molti hanno vissuto e che provoca ancora emozioni vive. Un film dotato di una maturità intellettuale e di una maestria tecnica esemplari, che ci lascia commossi, sconvolti, angosciati. Insomma, un capolavoro". (Jean de Baronceli)
"[...] Che gioia, che piacere, che consolazione per noi cineasti vedere un film come il tuo! Che film, mio Dio! Che bellezza, che profondità, che poesia, che emozione! Grazie, mille volte grazie!". (Luchino Visconti)
ZEN ZERO
Agnès Trincal & Caroline Locardi
presentano
IL COMPLEANNO (David’s birthday)
un film di Marco Filiberti

con
Alessandro Gassman, Maria de Medeiros,
Massimo Poggio, Michela Cescon, Christo Jivkov,
Thyago Alves per la prima volta sullo schermo e con
la straordinaria partecipazione di Piera Degli Esposti
(Italia 2009, col., 106’)
Un gruppo di amici affitta una magnifica casa sulla spiaggia per passare insieme l'estate. L'arrivo improvviso di David, figlio di Shary e Diego, scatena una tensione crescente che sembra travolgere tutti e in particolare Matteo, un affermato psicanalista, sposato con Francesca. Leonard, l'enigmatico e solitario zio del ragazzo, sembra intuire le cause del disagio, nascoste sotto uno strato sempre più spesso di omertà e ipocrisia. La vacanza segnerà indelebilmente il destino dei personaggi...
"Il film di Marco Filiberti Il compleanno, presentato alla 66ma mostra di Venezia, nella sezione Controcampo italiano, apre una finestra sul tema della complessità umana e riesce a mostrarla nella sua parte più bella e nello stesso tempo drammatica...". (Davide Muscillo, Dazebao.org)
"Un melodramma raffinato e a tinte forti... affidato ad un cast di efficacissimi attori". (Gloria Satta, IL MESSAGGERO)
"... un film italiano ambizioso che non ha paura di abbandonare le strade minimaliste del nostro cinema per abbracciare la tradizione del mèlo da Sirk a Visconti fino ad Ozon”. (G. Spagnoletti, Close-up.it)
"La passione crescente giunge come in un melodramma moderno alla sua conclusione elegantissima ed efficace lasciando nello spettatore un senso di commozione profonda... una pellicola di una profondità tale come in Italia non si vedevano da molti anni, quasi un dramma di Anton Cechov per come tutti i protagonisti sono descritti e definiti."
(AGI Agenzia giornalistica italiana)
“Un'opera raffinata, neoclassica, come da tempo non se ne vedevano”. (Blow up Cinemagazine)
"... Il compleanno, opera seconda del talentuoso Marco Filiberti, un melodramma almodovariano con intrecci amorosi e morbosi consumati sulla spiaggia del Circeo ...”. (ROMA C'È – 2 giugno 2010)
CONFLICT TIGER
di Sasha Snow
(Gran Bretagna/Svezia 2005, 62’, v.o. russa con sottotitoli italiani)
Vincitore del Planet in Focus- Environmental Film & Festival, Toronto, Canada, (2006)
Sinossi
Nelle lontane foreste della Russia orientale un temerario cacciatore alle prime armi aizza delle tigri ad attaccare più volte le persone. Le autorità richiedono con urgenza l’aiuto di Yuri Trush, specialista nella cattura e nella soppressione di tigri che non temono più l’uomo. Conflict tiger prende la più celebre occupazione di Yuri, quella di catturare tigri mangiauomini, a fondamento di un thriller documentario. Dopo questo epico scontro, il film appare come una parabola che sfida le piccole illusioni della tradizionale storia naturale del “gattone” di opporre la precaria situazione dell’animale ai pressanti bisogni della sopravvivenza umana.
LA CONVERSA DI BELFORT (Les anges du peché)
Regia e sceneggiatura: Robert Bresson
Soggetto: Jean Giraudoux
Fotografia: Philippe Agostini
Musiche: Jean-Jacques Grunenwald
Montaggio: Yvonne Martin
Scenografia: Roger Claude, René Renoux
Interpreti: Renée Faure, Jany Holt, Sylvie, Mila Parely, Marie Helene Dasté, Sylvia Monfort, Yolande Laffon
Produzione: Les Films Roger Rochebé
(Francia 1943, b/n, 96’, versione italiana)
La ricca e giovane Anne-Marie pensa di aver trovato la sua vocazione quando entra come novizia in un convento domenicano, specializzato nella riabilitazione di donne detenute. Qui Anne-Marie conosce Therese e la convince ad entrare in convento per redimere i suoi peccati. Ma Therese, che afferma di essere innocente, riesce ad uccidere l'uomo che ha commesso il crimine per il quale è stata ingiustamente punita. Al suo rientro in convento, Therese nasconde a tutti il suo segreto...
LE COSE IN TE NASCOSTE
di Vito Vinci
soggetto: Davide Pappalardo
sceneggiatura: Davide Pappalardo, Vito Vinci
montaggio: Francesca Bracci, Ilaria Fraioli
scenografia: Marta Zani
fotografia: Alessio Gelsini Torresi
costumi: Caterina Nardi, Claudia Vaccaro
musiche: Lisma Project
suono: Francesco Liotard
interpreti: Lea Mornar, Luigi Iacuzio, Elena Bouryka, Giovanni Izzo, Francesca De Sapio, Franco Trevisi
prod.: N.C. Produzioni, con il contributo del MiBAC (Italia 2008, col., 80’)
Quando Fabrizio e Chiara si incontrano per caso in farmacia la sera di un violento acquazzone, la passione tra i due scatta immediata. L'uomo è però sposato e ama sua moglie, ma l'ingresso di Chiara nella sua vita è destinato a sconvolgere la sua tranquillità familiare.
Fabrizio, un uomo con un lavoro precario, e Chiara, una ragazza borghese, commessa in un negozio d'abbigliamento, s'incontrano per caso in farmacia la sera di un grande acquazzone. Tra i due nasce una passione che pericolosamente s'intreccerà alle loro vite. Fabrizio è sposato con Ada e la sua vita è fatta tutta del suo tenero e tormentato amore per lei. Un amore complicato. Un amore che sprofonda, come sprofonda Ada che a causa di una prematura gravidanza è diventata una donna ipocondriaca, sempre in preda a malumori e crisi.
Improvvisamente, ognuno a modo loro, sradicati da una quotidianità che disprezzano e ripudiano, tra la realtà e l'incubo, si troveranno di fronte a una dimensione della vita e delle cose, che spesso è celata, nascosta, soffocata dalla dimensione più ovvia della vita.
Presentata a Roma l'opera seconda di Vito Vinci, un piccolo film d'autore indipendente che affronta temi di grande attualità quali il precariato, la crisi economica e il dilagante disagio esistenziale che ne deriva. (L. Morelli, Movieplayer.it)
"Perché vederlo
Per lasciarsi travolgere dal turbine di passioni proibite presenti in un piccolo film italiano dalla forza dirompente." (da www.university.it/notizie)
CRAZEOLOGIE
R.: L. Malle. Sc.: L. Malle. Musica: Crazeology di Charlie Parker.
Int.: Bernard Malle, Nicolas Bataille, Pierre Frag.
(Francia, 1953, col., 5')
Brevissimo film di diploma all'Idhec. Un pannello avverte: "Saggio di resa cinematografica dell'assurdo teatrale e letterario. Tre fratelli in una stanza. Due fingono di giocare a poker; "Dov'è nostra sorella?" domanda il terzo... Nella stanza accanto c'è una ragazza che sembra dormire, ma si scopre che è solo un manichino. "Era una gag" annuncia uno dei tre, e propone di ascoltare Crazeology di Charlie Parker, allegramente fatto a pezzi, come nel teatro dell'assurdo alla Ionesco. L'assurdo avrà sempre un'importanza nella filmografia malliana (Zazie, Viva Maria, Milou a maggio). "Malle vuole una comicità che non faccia ridere, e una tragicità che non emozioni, proprio come in Ionesco" (Pierre Billard).
CROSSING THE BRIDGE: THE SOUND OF ISTANBUL
di Fatih Akin; fotografia: Hervé Dieu; musica: Alexander Hacke;
(Germania/Turchia, 2005, 90’, documentario)
v. o. con sott. italiani
Il viaggio di un musicista tedesco alla scoperta delle nuove band turche.
CZESC TERESKA (Hi, Tereska) di Robert Glinski;
sceneg.: Jacek Wyszomirski, Robert Glinski; fot.: Petro Aleksowski; mo.: Krzysztof Szpetmanski;
con Aleksandra Gietner, Karolina Sobczak, Zbigniew Zamachowski, Malgorzata Roøniatowska, Krzysztof Kiersznowski
(Polonia, 2001, 86’) v. o. con sott. italiani
CHIAMAMI SALOMÈRegia: Claudio Sestieri; da Salomè di Oscar Wilde
Fotografia: Marco Onorato
Scenografia: Antonello Geleng, Mario Fontana; Costumi: Lia Morandini, Stefania Svizzeretto
Montaggio: Claudio Di Mauro
Musica: Luigi G. Ceccarelli
Coreografia: Ilaria Sacchetta
Interpreti: Ernesto Mahieux, Carolina Felline, Elio Germano, Caterina Vertova, Genti Kame, Gilberto Idonea, Sergio Petrella, Manuel Oliverio
produzione: Pietro Innocenti per Media Plex srl
(Italia 2005-2006, col., 86’)
Una notte interminabile di festa, nel corso della quale un vecchio capo-banda perde il potere e la voglia di vivere, un innamorato respinto perde la vita, l’ostaggio di un sequestro in crisi mistica perde letteralmente la testa e un’adolescente incantevole ed incantatrice perde la verginità e conosce, allo stesso tempo, i misteri della vita e quelli della morte...
Estate. Una fabbricaabbandonata al cui interno
spicca una scenografia come
clonata da un “peplum” anni ‘60.
La location ideale per la festa di
Erode (un boss della criminalità
organizzata...
In questo film si è puntato sul continuo incrocio tra dramma ed ironia, tanto che la notte di festa, organizzata da un Erode dei nostri giorni, pur sfociando nella tragedia, si alimenta all’interno di un grottesco set capace di ricordare le atmosfere dei “peplum” anni ‘50-’60.
LA CHINOISE di Jean-Luc Godard;
fotografia: Raoul Coutard;
musica: Karl Heinz Stockhausen;
con Anne Wiazemsky, Jean-Pierre Léaud, Juliet Berto, Francis Jeanson
(Francia 1967, col., 90’)
Tre giovani e due ragazze della cellula marxista-leninista “Aden Arabia” tentano di applicare alle loro azioni le teorie di Mao: l’attore Guillaume (Léaud) decide di dedicarsi al teatro socialista di strada, la studentessa di filosofia Veronique (Wiazemsky) si pone invece l’obiettivo di uccidere un ministro sovietico in visita a Parigi… Forse il più noto film di Godard in cui “la tensione utopica annuncia la rivolta studentesca del ’68 e pone problemi che tutta una generazione va ponendosi.” (Farassino)
CLOSE UP R.: L. Malle. Sc.: L. Malle. Musica: Erik Satie. Int.: Dominique Sanda. (USA, 1976, col., 26')
Girato a Los Angeles nel lontano 1976, questo breve film è una singolare confessione intima di Dominique Sanda, attrice preziosa e segreta rivelata da Bresson e cara a Bertolucci. "Indossavo sempre delle maschere diverse prima di incontrare Bresson che mi ha rimesso al posto giusto". "Bernardo sa che non sono un'estroversa, sente che in me c'è una specie di follia latente... Sono fatta per la notte". All'accusa di essere molto orgogliosa, Dominique replica: "Pensi che cercare l'assoluto, il sublime, sia orgoglio?". Come sa filmare le donne Louis Malle! Inedito.
COGNOME E NOME: LACOMBE LUCIEN
R., sogg. e sc.: L. Malle. Fot.: Tonino Delli Colli. Int.: Pierre Blaise, Aurore Clément, Holgen Löwenadler.
(Francia/Italia, 1974, col., 135')
Giugno 1944, poco dopo lo sbarco alleato in Normandia, nel sud-ovest della Francia, un giovane contadino, Lucien Lacombe, rifiutato dalla Resistenza, diventa un collaboratore della Gestapo e accetta di lavorare con una banda di torturatori; innamoratosi di una ragazza ebrea, ucciderà un ufficiale tedesco e fuggirà con lei versi i Pirenei ma sarà catturato dai partigiani e fucilato.
"Lacombe Lucien è un povero contadino ignorante, umiliato, emarginato che scopre il potere e si aggrappa a quelli che glielo hanno dato. Il collaborazionismo come una costante della storia. Non ho voluto fare il ritratto di un traditore, ma analizzare un personaggio complesso in tutte le sue contraddizioni, senza cercare però di giustificarlo [...] Questo personaggio non poteva essere interpretato da un attore professionista, doveva essere per forza un contadino vero: l'ho trovato in Pierre Blaise, che è stato molto più di un attore, in certi casi è diventato un prezioso consigliere. Il film non è realistico, si muove in una dimensione onirica, viene raccontato come una specie di sogno o meglio di incubo". (Louis Malle)
"Lacombe Lucien è di gran lunga il migliore film, sinora, di Louis Malle. In questo film il regista ha saputo far violenza a se stesso, e, sormontando ogni censura interiore, è riuscito ad esprimere con lucida e crudele precisione il sentimento straziante e, in alto grado, ambiguo che gli ispirava la tragedia dell'occupazione nazista in Francia". (Alberto Moravia)
"Un gran film francese che non deve niente alla moda, all'intellettualismo di questa o quella cricca. Un film potente e straziante, che nasce da un dramma che molti hanno vissuto e che provoca ancora emozioni vive. Un film dotato di una maturità intellettuale e di una maestria tecnica esemplari, che ci lascia commossi, sconvolti, angosciati. Insomma, un capolavoro". (Jean de Baronceli)
"[...] Che gioia, che piacere, che consolazione per noi cineasti vedere un film come il tuo! Che film, mio Dio! Che bellezza, che profondità, che poesia, che emozione! Grazie, mille volte grazie!". (Luchino Visconti)
ZEN ZERO
Agnès Trincal & Caroline Locardi
presentano
IL COMPLEANNO (David’s birthday)
un film di Marco Filiberti

con
Alessandro Gassman, Maria de Medeiros,
Massimo Poggio, Michela Cescon, Christo Jivkov,
Thyago Alves per la prima volta sullo schermo e con
la straordinaria partecipazione di Piera Degli Esposti
(Italia 2009, col., 106’)
Un gruppo di amici affitta una magnifica casa sulla spiaggia per passare insieme l'estate. L'arrivo improvviso di David, figlio di Shary e Diego, scatena una tensione crescente che sembra travolgere tutti e in particolare Matteo, un affermato psicanalista, sposato con Francesca. Leonard, l'enigmatico e solitario zio del ragazzo, sembra intuire le cause del disagio, nascoste sotto uno strato sempre più spesso di omertà e ipocrisia. La vacanza segnerà indelebilmente il destino dei personaggi...
"Il film di Marco Filiberti Il compleanno, presentato alla 66ma mostra di Venezia, nella sezione Controcampo italiano, apre una finestra sul tema della complessità umana e riesce a mostrarla nella sua parte più bella e nello stesso tempo drammatica...". (Davide Muscillo, Dazebao.org)
"Un melodramma raffinato e a tinte forti... affidato ad un cast di efficacissimi attori". (Gloria Satta, IL MESSAGGERO)
"... un film italiano ambizioso che non ha paura di abbandonare le strade minimaliste del nostro cinema per abbracciare la tradizione del mèlo da Sirk a Visconti fino ad Ozon”. (G. Spagnoletti, Close-up.it)
"La passione crescente giunge come in un melodramma moderno alla sua conclusione elegantissima ed efficace lasciando nello spettatore un senso di commozione profonda... una pellicola di una profondità tale come in Italia non si vedevano da molti anni, quasi un dramma di Anton Cechov per come tutti i protagonisti sono descritti e definiti."
(AGI Agenzia giornalistica italiana)
“Un'opera raffinata, neoclassica, come da tempo non se ne vedevano”. (Blow up Cinemagazine)
"... Il compleanno, opera seconda del talentuoso Marco Filiberti, un melodramma almodovariano con intrecci amorosi e morbosi consumati sulla spiaggia del Circeo ...”. (ROMA C'È – 2 giugno 2010)
CONFLICT TIGER
di Sasha Snow
(Gran Bretagna/Svezia 2005, 62’, v.o. russa con sottotitoli italiani)
Vincitore del Planet in Focus- Environmental Film & Festival, Toronto, Canada, (2006)
Sinossi
Nelle lontane foreste della Russia orientale un temerario cacciatore alle prime armi aizza delle tigri ad attaccare più volte le persone. Le autorità richiedono con urgenza l’aiuto di Yuri Trush, specialista nella cattura e nella soppressione di tigri che non temono più l’uomo. Conflict tiger prende la più celebre occupazione di Yuri, quella di catturare tigri mangiauomini, a fondamento di un thriller documentario. Dopo questo epico scontro, il film appare come una parabola che sfida le piccole illusioni della tradizionale storia naturale del “gattone” di opporre la precaria situazione dell’animale ai pressanti bisogni della sopravvivenza umana.
LA CONVERSA DI BELFORT (Les anges du peché)
Regia e sceneggiatura: Robert Bresson
Soggetto: Jean Giraudoux
Fotografia: Philippe Agostini
Musiche: Jean-Jacques Grunenwald
Montaggio: Yvonne Martin
Scenografia: Roger Claude, René Renoux
Interpreti: Renée Faure, Jany Holt, Sylvie, Mila Parely, Marie Helene Dasté, Sylvia Monfort, Yolande Laffon
Produzione: Les Films Roger Rochebé
(Francia 1943, b/n, 96’, versione italiana)
La ricca e giovane Anne-Marie pensa di aver trovato la sua vocazione quando entra come novizia in un convento domenicano, specializzato nella riabilitazione di donne detenute. Qui Anne-Marie conosce Therese e la convince ad entrare in convento per redimere i suoi peccati. Ma Therese, che afferma di essere innocente, riesce ad uccidere l'uomo che ha commesso il crimine per il quale è stata ingiustamente punita. Al suo rientro in convento, Therese nasconde a tutti il suo segreto...
LE COSE IN TE NASCOSTE
di Vito Vinci
soggetto: Davide Pappalardo
sceneggiatura: Davide Pappalardo, Vito Vinci
montaggio: Francesca Bracci, Ilaria Fraioli
scenografia: Marta Zani
fotografia: Alessio Gelsini Torresi
costumi: Caterina Nardi, Claudia Vaccaro
musiche: Lisma Project
suono: Francesco Liotard
interpreti: Lea Mornar, Luigi Iacuzio, Elena Bouryka, Giovanni Izzo, Francesca De Sapio, Franco Trevisi
prod.: N.C. Produzioni, con il contributo del MiBAC (Italia 2008, col., 80’)
Quando Fabrizio e Chiara si incontrano per caso in farmacia la sera di un violento acquazzone, la passione tra i due scatta immediata. L'uomo è però sposato e ama sua moglie, ma l'ingresso di Chiara nella sua vita è destinato a sconvolgere la sua tranquillità familiare.
Fabrizio, un uomo con un lavoro precario, e Chiara, una ragazza borghese, commessa in un negozio d'abbigliamento, s'incontrano per caso in farmacia la sera di un grande acquazzone. Tra i due nasce una passione che pericolosamente s'intreccerà alle loro vite. Fabrizio è sposato con Ada e la sua vita è fatta tutta del suo tenero e tormentato amore per lei. Un amore complicato. Un amore che sprofonda, come sprofonda Ada che a causa di una prematura gravidanza è diventata una donna ipocondriaca, sempre in preda a malumori e crisi.
Improvvisamente, ognuno a modo loro, sradicati da una quotidianità che disprezzano e ripudiano, tra la realtà e l'incubo, si troveranno di fronte a una dimensione della vita e delle cose, che spesso è celata, nascosta, soffocata dalla dimensione più ovvia della vita.
Presentata a Roma l'opera seconda di Vito Vinci, un piccolo film d'autore indipendente che affronta temi di grande attualità quali il precariato, la crisi economica e il dilagante disagio esistenziale che ne deriva. (L. Morelli, Movieplayer.it)
"Perché vederlo
Per lasciarsi travolgere dal turbine di passioni proibite presenti in un piccolo film italiano dalla forza dirompente." (da www.university.it/notizie)
CRAZEOLOGIE
R.: L. Malle. Sc.: L. Malle. Musica: Crazeology di Charlie Parker.
Int.: Bernard Malle, Nicolas Bataille, Pierre Frag.
(Francia, 1953, col., 5')
Brevissimo film di diploma all'Idhec. Un pannello avverte: "Saggio di resa cinematografica dell'assurdo teatrale e letterario. Tre fratelli in una stanza. Due fingono di giocare a poker; "Dov'è nostra sorella?" domanda il terzo... Nella stanza accanto c'è una ragazza che sembra dormire, ma si scopre che è solo un manichino. "Era una gag" annuncia uno dei tre, e propone di ascoltare Crazeology di Charlie Parker, allegramente fatto a pezzi, come nel teatro dell'assurdo alla Ionesco. L'assurdo avrà sempre un'importanza nella filmografia malliana (Zazie, Viva Maria, Milou a maggio). "Malle vuole una comicità che non faccia ridere, e una tragicità che non emozioni, proprio come in Ionesco" (Pierre Billard).
CROSSING THE BRIDGE: THE SOUND OF ISTANBUL
di Fatih Akin; fotografia: Hervé Dieu; musica: Alexander Hacke;
(Germania/Turchia, 2005, 90’, documentario)
v. o. con sott. italiani
Il viaggio di un musicista tedesco alla scoperta delle nuove band turche.
CZESC TERESKA (Hi, Tereska) di Robert Glinski;
sceneg.: Jacek Wyszomirski, Robert Glinski; fot.: Petro Aleksowski; mo.: Krzysztof Szpetmanski;
con Aleksandra Gietner, Karolina Sobczak, Zbigniew Zamachowski, Malgorzata Roøniatowska, Krzysztof Kiersznowski
(Polonia, 2001, 86’) v. o. con sott. italiani

