D - Schede film



Le schede dei film sono catalogate in ordine alfabetico

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Il diamante bianco (The White Diamond)
di Werner Herzog;
fotografia: Henning Brümmer ,Klaus Scheurich;
Musiche: Ernst Reijsiger ,Eric Spitzer;
Montaggio: Joe Bini;
(Germania/Gran Bretagna 2004, 90', v.o. inglese con sottotitoli italiani)
Vincitore miglior documentario al New York Film Critics Circle Awards 2005

Trama:
Resoconto dell'indimenticabile avventura intrapresa dal regista Werner Herzog e dall'ingegnere aerospaziale Graham Dorrington a bordo del dirigibile White Diamond, progettato dallo stesso Dorrington, con cui hanno sorvolato il Guyana ed esplorato da vicino la foresta amazzonica.

Recensione:

"Lo sguardo dall'alto."

L'eroe è votato a materializzare un'immagine 'fantastica' che lo ossessiona. La conoscenza delle 'cose' in un territorio che rende epico e insensato qualsiasi scontro con le sue leggi. I due riferimenti al servizio della 'finzione': dirigibili ultraleggeri e nuovi territori (missione), provano la forza e la conferma di un pensiero/progressione itinerante, tracciato alla ricerca di nuove forme di narrazione. La luce (mondo visibile) proietta il frammento cinematografico (indipendente), rivelato a sorpresa, dal White Diamond-occhio-cinema (sguardo irrazionale).
L'avventura delle riprese come esasperazione di un concetto da sempre profondamente radicato nella poetica di Werner Herzog: ogni film, per toccare davvero i sensi dello spettatore, deve essere l'espressione di un'esperienza personale intensamente vissuta, al limite del rischio fisico, che si realizza nel lavoro delle riprese e di cui deve restare traccia sensibile nel film finito.
L'idea stessa di esplorazione scatena la possibilità dell'altro, della visione e dell'interpretazione: luoghi 'diversi' (spettatore originale) e l'omaggio a una dimensione di vita costruita sul sogno, sull'immaginazione, e che contempla l'assoluta esclusione di ogni costrizione materiale ("c'è una stupidità eroica e una stupidità stupida: io devo salire sul velivolo"), sembrano, allora, dare forma alla riflessione: perché parliamo della possibilità che il cinema venga pensato, spiegato, sentito con tutto il resto. L'immagine schermata dall'esigenza (esaltazione), si manifesta, quindi, come una conversazione improvvisata per portare il sacrificio di sé, anche fisicamente, ai limiti estremi, cioè l'emozione estetica.
E così se un film può forse farci varcare la soglia dell''ignoto', quella di Herzog è la coscienza pienamente acquisita della grande, umana avventura che si è compiuta davanti ai nostri occhi: riflesso nitido di quella vissuta da un sognatore europeo in un paese incredibile, immerso in una 'visione' perenne. L'unica disposizione corretta è lasciarsi invadere.
 




DIMMING THE SUN
di Duncan Copp
(USA/Gran Bretagna 2006, 56’, v.o. inglese) Dimming the Sun: video
Questo video movimentato mostra che la variazione della temperatura media negli Stati Uniti è aumentata di più di un grado Celsius (corrispondente a due gradi Fahrenheit) proprio nei tre giorni successivi all’undici settembre, quando tutte le compagnie aeree erano a terra. Ciò è stato causato da una sola forma d’inquinamento: i carburanti dei jet. GLOBAL DIMMING (oscuramento globale)
(UK 2006, 49 min.) DC Premiere
Sinossi
Gli studiosi del clima hanno identificato un fenomeno che minaccia e potrebbe già provocare la carestia di massa e la siccità. Il 12 settembre 2001, quando la flotta commerciale aerea statunitense era ferma a terra, uno scienziato dell’Università del Wisconsin è stato finalmente in grado di dimostrare che le scie lasciate dagli aerei inficiano la capacità del sole di illuminare la terra. La sua analisi sull’ “oscuramento globale”si riallaccia ad altri studi contemporanei o condotti in precedenza.Diretto da Duncan Copp e prodotto dalla BBC Horizon. Earth Sciences Award.

IL DIO NERO E IL DIAVOLO BIONDO (Deus e o Diabo na terra do sol) di Glauber Rocha.

Con Geraldo Del Rey, Yonà Magalhïes, Mauricío Do Valle, Lidio Sílva, Othon Bastos.
(Brasile 1964, b/n, 115)

Un povero contadino
del Nordeste, Manuel (Del Rey) si unisce alla banda di un ambiguo santone il «beato» Sebastião (Silva) e finisce col prenderne il posto, diventando cangaceiro col nome di Satanás. Ma nel sertão compare il sicario Antonio das Mortes (Do Valle) col compito di uccidere tutti i «beati», strumento ambivalente e cieco della dialettica storica: da una parte è al soldo dei proprietari terrieri e della Chiesa ma dallaltro fa anche giustizia delle rivolte sbagliate, mito di morte che rappresenta comunque per i diseredati una vera liberazione.
Storia a forti tinte, fluviale e abbastanza confusa, narrata con la mediazione di un cantastorie e di molte canzoni, con un finale aperto dove Manuel continua a correre, nel sertão e il cantastorie spiega che il mondo, non è né di Dio né del Diavolo, ma solo dell’uomo.
Capostipite del Cinema nôvo brasiliano, affascinò soprattutto i critici europei per il suo stile grezzo e povero (l’uso frequente della macchina a mano che sottolinea con le sue imperfezioni di ripresa la drammaticità del Nordeste brasiliano) il tono populista e finto-ingenuo (dove si mescolano la cultura popolare, la tradizione barocca, le influenze di una religiosità mistica e violenta). Può anche lasciar sconcertato lo spettatore che non condivide lossessione di Rocha di «scompaginare ciò che è ordinato» per definire un possibile nuovo ordi
ne narrativo. (P. Mereghetti, Diz. dei film, Ed. Baldini & Castoldi)





Dove sognano le formiche verdi (Wo die grünen Ameisen träumen)
di Werner Herzog
con Bruce Spence
(RFT/Francia/Gran Bretagna 1984, 110', v.o inglese con sottotitoli italiani)

Genere: drammatico
Regia: Werner Herzog
Soggetto: Werner Herzog
Sceneggiatura: Bob Ellis, Werner Herzog
Fotografia: Jörg Schmidt-Reitwein
Montaggio: Beate Mainka-Jellinghaus
Musiche: Wandjuk Marika
Interpreti e personaggi:
Bruce Spence: Lance Hackett
Wandjuk Marika: Miliritbi
Roy Marika: Dayipu
Ray Barrett: Cole
Norman Kaye: Baldwin Ferguson
Ralph Cotterill: Fletcher
Nick Lathouris: Arnold
Basil Clarke: Giudice Blackburn

Dove sognano le formiche verdi (Wo die grünen Ameisen träumen) è un film del 1984 del regista tedesco Werner Herzog.
Ambientato nel deserto australiano è sul territorio conteso tra una compagnia mineraria e i nativi aborigeni.
Per gli aborigeni l'area sulla quale la compagnia mineraria ha intenzione di lavorare è un posto in cui "le formiche verdi sognano" e distruggerlo avrà come conseguenza la distruzione dell'umanità.
La trama:
Nell'Australia del Nord una compagnia mineraria scava in cerca di giacimenti di uranio, ma un gruppo di aborigeni rivendica il diritto di conservare con la terra tradizioni, sentimenti, sogni. Western cosmogonico per ecologi, "verdi", difensori della natura pessimisti ma non rassegnati. Film sconsolato che contempla il fallimento della civiltà occidentale, ma con la speranza che si può ancora tentare di salvare qualcosa.
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