L'ERA LEGALE - scheda e trailer del film
L'ERA LEGALEregia, soggetto, sceneggiatura: Enrico Caria;
fotografia: Giuseppe Schifani; montaggio: Roberto Martucci; musiche: Pivio, Aldo De Scalzi, Edoardo Bennato;
grafica e animazioni: Sergio Gazzo; effetti: Paolo Zeccara, Corrado Rizzo, Gianluca Rizzo;
suono in presa diretta: Francesco Russo; costumi: Francesca Balzano;
Produzione:Renzo Rossellini ed Eduardo Rumolo per Rossellini Film & Tv; Distribuzione: Bolero Film
(Italia 2011, col., durata: 77’, mock-documentary)
| Con Patrizio Rispo, Cristina Donadio, Rita Corrado, Pietro De Silva, Isabella Rossellini, Renzo Arbore. Interviste principali: Bill Emmott, Marcelle Padovani, Pietro Grasso, Vincenzo Macrì, Giancarlo De Cataldo, Carlo Lucarelli, Francesco Ferrante, Fabio Granata, Tano Grasso. |
Anno 2020: Napoli è diventata la città più sicura, pulita e moderna del Pianeta. Come è accaduto?
La risposta è in un finto documentario che narra le avventure di Nicolino Amore che, nato poverissimo, diventa Sindaco. Assistiamo così alla sua buffa ascesa nella Napoli-bene dove all’inizio cerca solo di godersela. Poi la crisi: Nicolino si rende conto che sta tradendo la sua gente, da sempre vittima di camorra e illegalità. Però battere la malavita sembra impossibile: i narcos sono troppo ricchi e influenti… ma proprio quando Nicolino sta per arrendersi, una potente “madrina” di camorra, che ha perso l’unico amatissimo figlio per overdose, gli suggerisce la soluzione: legalizzare la droga. Così, distribuendo le droghe gratis e sotto controllo medico, i narcos perdono quell’enorme flusso di denaro con cui compravano tutto, inclusi poliziotti, politici e magistrati. E poco alla volta anche il numero dei drogati, ora trattati non più come criminali ma come dei malati, si riduce…
Detta così sembra una favola... ma siamo o non siamo nel futuro?
Nel mockumentary ci sono poi personaggi veri: autorevoli magistrati antimafia come Pietro Grasso e Vincenzo Macrì, scrittori come Giancarlo De Cataldo e Carlo Lucarelli, giornalisti come Bill Emmott e Marcelle Padovani, il presidente di Lega Ambiente Francesco Ferrante e Tano Grasso di Libera. Tutti si esprimono sul fallimento delle politiche proibizioniste.
“Ormai il termine mockumentary è diventato abbastanza noto nell’accezione di “falso documentario”; si dimentica spesso, invece, che contiene una valenza beffarda, canzonatoria. Facile constatarlo in questa mock-inchiesta televisiva presentata al TFF; anche se il tema - il dominio della camorra - è serissimo. Autore satirico di lunga militanza tv, Enrico Caria immagina che nel 2020 la situazione subisca una metamorfosi grazie al nuovo sindaco, Nicolino Amore (lo interpreta Patrizio Rispo) proveniente dai Quartieri Spagnoli e deciso a risolvere una volta per tutte i problemi della città partenopea. Con l’aiuto di una madrina pentita, legalizzerà il narcotraffico su cui proliferano ricchezza e potere della malavita organizzata. […] come nello Zelig di Allen, fanno da opinionisti personaggi noti nel ruolo di loro stessi: da Renzo Arboe a Tano Grasso a Isabella Rossellini”. (Roberto Nepoti, La Repubblica, 20 gennaio 2012)
“La mamma contrabbanda sigarette, il papà fa il posteggiatore e beve, lui cresce per strada leggendo a casaccio i libri che trova nelle auto. Poi finisce in galera, fa il disoccupato in Inghilterra (con sussidio), scopre lo Speaker’s Corner di Hyde Park. E in pochi anni, con questo improbabile curriculum (e un nome perfetto per sfondare in politica: Nicola Amore) diventa sindaco di Napoli. Traghettando la città, nel non lontano 2020, verso un radioso futuro: addio camorra, droga legalizzata per fermare i trafficanti, pulizia e rispetto delle regole che manco in Svizzera… È l’esilarante L’era legale di Enrico Caria, il regista vignettista e fantasista di Vedi Napoli e poi muori. Un mockumentary, o finto documentario […] così pieno di trovate, e di verità e speranza […]. Un Forrest Gump napoletano, con una saggenza antica degna di Eduardo o Viviani. […]”. (Fabio Ferzetti, Il Messaggero, 13 gennaio 2012)
“Vedi Napoli e poi rinasci. Succede, se il sindaco viene dai quartieri spagnoli. Se anziché lamentare corruzione e brutture, riscopre orgoglio e bellezza. Se dopo avere smascherato i corrotti, batte la camorra con una mossa semplicissima. Liberalizza la droga, tratta i tossici da malati, svuota le casse della malavita. E innesca una rivoluzione culturale che nel 2020 fa di Napoli una piccola Svizzera tutta ordine e pulizia. Con l’umorismo in più. Sarà solo un sogno ma non è un sogno proibito, come confermano testimoni più veri del vero, da Renzo Arbore a Giancarlo De Cataldo, da Pietro Grasso a Bill Emmott, da Carlo Lucarelli a Francesco Macrì, arruolati in questo divertente e provocatorio mix di finzione e realtà”. (Fabio Ferzetti, Il Messaggero, gennaio 2012)
“[...] 'L'era legale' scorre veloce e divertente, dal vero al verosimile al finto, collegando tutte le tecniche della videoripresa da quello istituzionale a quello del canale commerciale, dal combattivo Canale 21 (la prima tv libera in Europa) alla più becera tv locale portavoce dei maghi in stile cuorna e bicuorna, un concatenarsi di personaggi alti e bassissimi con uso filologico degli effetti speciali e voce narrante a raccontare le imprese del sindaco. [...] Un salutare tocco di anacronismo ci accompagna per terminare su una realtà di sogno, ma perfettamente percorribile." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 13 gennaio 2012)
"Vera, falsa... comunque Napoli. Partenopea, parte finzione, nel 2020 ha detto addio a camorra, rifiuti e illegalità, trasformandosi nella città più sicura e pulita al mondo: roba da non crederci, ma il merito è del plebeo, arruffone e improvvisato Nicolino Amore (Patrizio Rispo), protagonista di un'irresistibile ascesa a sindaco. Con un occhio (preveggente) alla parabola di Luigi De Magistris, senza dispensare rassicurazioni, bensì graffiando la (brutta) realtà con l'immaginazione, 'L'era legale' di Enrico Caria può contare sulla partecipazione di Isabella Rossellini e Renzo Arbore a 30 anni dal 'Pap'occhio', il direttore dell'«Economist» Bill Emmott e il magistrato-scrittore Giancarlo De Cataldo, il leader anti-racket Tano Grasso e il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. E, tra mockumentary e doc, sogno e populismo, denuncia e iperbole, consegna allo schermo una confessabile speranza: e se succedesse davvero? A Napoli l'ardua sentenza, ma il segreto è uno, solo e raggiungibile: legalizzala!" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 12 gennaio 2012)

