F - Schede film


Le schede dei film sono catalogate in ordine alfabetico

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FAMILY GAME di Alfredo Arciero;
sceneg.:
A. Arciero, Marina Polla De Luca; fot.: Stefano Paradiso; mo.: Paolo Benassi;
musiche: Louis Siciliano;
con
Sandra Ceccarelli, Stefano Dionisi, Fabio Troiano, Elena Bouryka, Ugo Pagliai, Eros Pagni
(Italia 2008, col., 94’)

Vittorio, 40 anni circa, ha un buon lavoro, una bella moglie, due figli splendidi, una casa di prestigio. È un assistente chirurgo presso una clinica privata, ma non sospetta minimamente che alcuni meccanismi celati dietro l’apparente serenità della sua famiglia si stiano inesorabilmente inceppando…

"… Ho tentato di esplorare la confusione e le contraddizioni dell'amore, l'innegabile incomunicabilità tra individui che condividono per anni spazio e tempo… (Alfredo Arciero)
 


FIRENZE: DALL’IMMOBILISMO ALL’IMMOBILIARISMO
di Francesco Azzini
(Italia 2005, 17’, versione italiana)Regia: Francesco Azzini
Sceneggiatura:
Francesco Azzini
Fotografia:
Francesco Ritondale
Montaggio:
Francesco Ritondale
Suono:
Domenico Nicolino
Musica:
Piero Piccioni, Edith Piaf
Produzione:
Hulot FIRENZE: DALL’IMMOBILISMO ALL’IMMOBILIARISMO(Italia 2005, 17 min.) Il professor Adriano Cemento, docente di Tecniche della cementificazione di massa presso la facoltà di architettura di Agrigento, accompagnato da un autista fiorentino, fa un tour della nuova progettualità urbanistica tra Firenze e le sue immediate periferie: ci sono il Brindellone, uno dei primi esempi di grattacielo fiorentino che impedisce la visuale del Duomo all’orizzonte; giardinetti e rotonde di solo cemento; il cantiere per la costruzione di un parcheggio privato e di un centro commerciale proprio sotto la maestosa Fortezza da Basso; il nuovo grattacielo che sarà palazzo di giustizia; l’orribile centro commerciale Coop Gavinana; l’immensa e prossima colata di un milione e mezzo di metri cubi di cemento nella Piana di Castello. “Ci sarà un grandissimo futuro qui, perché dove c’è cemento c’è speranza” dice il professore agrigentino alla fine della sua ricognizione in terra fiorentina.PROFILO DELL’AUTORE: Francesco Hazzini, che all’anagrafe va scritto senz’acca, (Firenze 1974), diplomato al liceo artistico, ha frequentato la facoltà di architettura. Impegnato a tutto campo nel cinema, ha diretto Scavenge 2010, Bellinquadro, Immobilmente, Noi piccoli uccelli, Signore e signori, questi ultimi due facenti parte di una trilogia incompiuta, lavori per i quali ha ricevuto numerosi riconoscimenti. L’immobilismo a Firenze è politico oltre che culturale. Negli ultimi tre anni, l’unica risposta dell’amministrazione comunale è stata di costruire di tutto, in totale disaccordo con i 47 comitati cittadini sorti per opporsi a questi scempi. L’esempio più eclatante sono il parcheggio e il centro commerciale davanti alla Fortezza da Basso, un cantiere nato senza rispettare le leggi che indicavano una distanza minima di 150 metri.
Francesco Hazzini



THE FIRES OF THE AMAZON
(I fuochi dell'Amazzonia)
di Adrian Cowell
(USA 2004, 44', v.o. inglese)
Premiato all'Earth Vision Environmental Film Festival e all'Hazel Wolf Environmental Film Festival
Altri awards: The Chris Statuette, Columbus International Film & Video Festival, Runner-Up in Category.
Adrian Cowell documenta la situazione dell'Amazzonia più di dieci anni dopo la serie da lui prodotta "Il decennio della distruzione"
Diretto da Adrian Cowell
Prodotto dalla Nomad Films for the BBC series "Correspondent"
Co-prodotto con l'Universidade Catolica de Goias
Produttore esecutivo per la Nomad Films: Roger James
Riprese: Vicente Rios
Reporter: Adrian Cowell

THE FIRES OF THE AMAZON (I fuochi dell'Amazzonia)
(USA 2004, 44 min.)

Adrian Cowell ha trascorso gli anni Ottanta a produrre il film documentario definitivo sulla deforestazione in Amazzonia intitolato "Il decennio della distruzione". Tra questi documentari figurava l'amico Chico Mendes, assassinato nel 1988 per aver dato vita a riserve forestali destinate ai raccoglitori di caucciù. In questo nuovo documentario per la serie "Correspondent" della BBC Cowell è tornato in Amazzonia e ha scoperto che molti amici e colleghi di Chico hanno acquisito potere, inclusa la sua alleata più intima Mary Allegretti, ora segretaria del governo federale per l'Amazzonia.

Ci sono state alcune conquiste considerevoli da parte dei raccoglitori di caucciù, come la realizzazione di riserve forestali, l'istruzione per i loro figli e prezzi maggiori per il loro legname di qualità. Ma anno dopo anno gli incendi hanno continuato a devastare. Meno di 1/3 dell'Amazzonia è protetto in un parco o in una riserva naturale. Le strade sono state costruite e la pratica dell'agricoltura si è spostata nel sud dell'Amazzonia.

Daniel Nepstad dell'Istituto per la Ricerca Ambientale ipotizza che nel prossimo quarto di secolo il 40% della foresta sarà rimpiazzato dall'agricoltura e l'altro 40% andrà perduto a causa del disboscamento. La Cargill sta costruendo un nuovo, enorme silos terminale a Santarem, che sogna di diventare la Chicago del Brasile.

Nello stesso tempo il Ministero dell'Ambiente sta cercando di limitare gli incendi individuandoli grazie ai dispositivi di fotografia satellitare forniti dall'Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale e grazie al corpo di polizia IBAMA, per rafforzare i controlli. Greenpeace si sta adoperando per indurre l'opinione pubblica mondiale a non acquistare più il legno di mogano proveniente dall'Amazzonia.

Sarà possibile salvare quel che resta della foresta amazzonica?





FREMDE LIEBE - A LOVE APART
di Bettina Haasen
(Germania 2004, 52’, v.o. tamasheq con sott. inglesi)

Presentato al Milan African Film Festival, Milano (2005)


Le aspettative di una giovane e il suo contesto culturale diventano il soggetto di un film bello e ricco di sentimenti che, da un’angolazione discreta, mostra un significato differente del tempo, esibendo un proprio sistema di valori e una nuova visione dell’amore.

La preparazione ad un matrimonio con qualcuno che non si è scelto è seguita dalla regista entrando con estrema delicatezza nell'orizzonte d'intimità della futura sposa, le cui emozioni nel vivere la "recita" di quel rituale si percepiscono intensissime e vere nonostante quell'assoluta mancanza di sentimento d'amore.


FERDINANDO IL DURO
(Der Starke Ferdinand) di
Alexander Kluge
fotografia: Thomas Mauch
montaggio: Heidi Genee

con Heinz Schubert,Verena Rudolph, Joachim Hackethal(Germania, 1976, colore, 86’)
vers. originale con sottotitoli in italiano

Funzionario di polizia, maniaco dell'ordine e della sicurezza, perde il posto e viene assunto da un'industria multinazionale. Per eccesso di zelo si mette nei pasticci.
È il meno difficile e il più concreto, divertente film di A. Kluge, lucido analista della società tedesca e delle sue perversioni. Grazie anche a un ottimo protagonista, una vena umoristica alleggerisce la sua gravità. (Il Morandini – Dizionario dei film, Zanichelli)


Alexander Kluge ha girato Ferdinando il duro (Der Starke Ferdinand) tra il 1975 e il 1976, dopo un'evoluzione linguistica, poetica, produttiva (le sue opere sono state tutte, tranne In Gefahr und grosster Not, autoprodotte attraverso la Kairos Film) e politica durata circa vent'anni. Nel suo «Ferdinand» si riconoscono, quindi, il «realismo per motivi antirealisti», l'intrecciarsi di privato e pubblico, di «trama» e negazione del racconto, di intuizione poetica e di dialettica della realtà; e, ancora, la «razionalità» estrema dell'impianto filmico e («irrazionalità» parossistica del narrato, l'ironia individuale (anche quella dell'autore) e la tragedia sociale, la «costruzione» spesso fortemente «intellettualizzata» e un «montaggio aperto» che dà spazio all'intervento interpretativo dello spettatore. [...]
(Roberto Escobar, Cineforum n. 192 - 3/1980)
 

LE FOND DE L’AIR EST ROUGE  
di
Chris, Marker;
voci: Simone Signoret, Yves Montand, François Périer, Jorge Semprun, François Maspero;
produzione: I.N.A. / Iskra / Dovidis
(Francia 1977, col., 240’)


Storia dei movimenti di sinistra nel mondo, negli anni
1967-1977; un film di montaggio (im)pertinente, lucido, filosofico che attinge a migliaia di metri di documenti appassionanti, per la maggior parte inediti.

    











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