G - Schede medio e corti
Le schede dei cortometraggi sono catalogate in ordine alfabetico
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Cristiano Carloni / Stefano Franceschetti, Genesi from the Museum of Sleep, 2000, 60'
adattamento dall'omonimo spettacolo di Romeo Castellucci, produzione Socìetas Raffaello Sanzio
Vincitore Premio Riccione TTV - Concorso Italia 2002
Preceduto da un breve intervento in animazione realizzato dagli autori, il video è un a composizione di suoni e immagini selezionati dall'ultimo capolavoro della Raffaello Sanzio attraverso un processo di inquieta contemplazione. Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti ripercorrono in perfetto equilibrio tra aderenza e autonomia la partizione in tre atti voluta da Romeo Castellucci, dall'oscurità del primo (At the Beginning) al biancore del secondo (Auschwitz) per poi approdare ai bagliori rossastri del terzo (Abel and Cain). Il museo del sonno citato nel sottotitolo appare una macchina celibe in cui ogni creatura rimane isolata, condannata a sognarsi e ad essere sognata, consumandosi nell'evocazione di una nuova forma di sofferenza.
Paolo Rosa, Giacomo mio, salviamoci! 1998,54'
dallo spettacolo omonimo di Studio Azzurro
Su musiche di Giorgio Battistelli e parole di Vittorio Sermonti
Vincitore ex aequo Premio Riccione TTV - Concorso Italia, 1999
immagini Fabio Cirifino
direzione della fotografia Fabio Cirifino
montaggio Paolo Ranieri, Fanny Molteni
con Umberto Orsini, Orchestra Filarmonica Marchigiana
direttore Donato Renzetti
produzione Studio Azzurro, Milano
La collaborazione tra Studio Azzurro e Giorgio Battistelli è uno dei momenti di maggior rilievo del confronto tra video e teatro musicale in Italia negli anni recenti, come testimoniano i lavori precedenti, tra cui sono da segnalare almeno Kepler's Traum (1990) e Experimentum mundi (1991). Giacomo mio, salviamoci "racconta" l'omonimo spettacolo creato a Macerata per le celebrazioni leopardiane, in cui «l'orchestra occupa l'intero palcoscenico e circonda da dietro l'unico personaggio in scena: il conferenziere (Umberto Orsini) che recita il proprio omaggio al poeta. (...) Davanti al conferenziere si distende un immenso, smisurato tavolo che invade tutta la platea: la scrivania-mondo di Leopardi».
Paolo Liberati, Giovanna e le sue voci, 2004, 5', coreografia di Julie Anne Anzi lotti
Giovanna D'Arco è storia politica, religiosa, mito, poesia. Più che l'aspetto storico dell'eroina leggendaria che riesce là dove i potenti avevano fallito, il lavoro intende coglierne gli aspetti emotivi e interiori: la fragilità e il coraggio del tutto umani che si confondono con l'ispirazione divina delle sue gesta. La Giovanna dei momenti morti della storia, in un momento qualsiasi dell'anno della vita che trascorre in prigione, la sua gaiezza e il suo umorismo, il suo amore per la libertà e la vita. Due voci, trasformate in corpi danzanti, come angeli la consigliano, la esortano, la consolano, guidano il suo cammino.

