K - Schede film


Le schede dei film sono catalogate in ordine alfabetico

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KOYAANISQATSI
(Life out of balance - La vita senza equilibrio)
di Godfrey Reggio;
fotografia Ron Fricke; musica: Philip Glass;
Presentato da Francis Ford Coppola.
(USA 1975-82, 87’, vers. italiana).
Docum. "sperimentale"
.

AWARDS:
1983: Nominato al Berlin International Film Festival (Golden Berlin Bear Award); Categoria/Ricevente: Godfrey Reggio.
1983: Premiato al Los Angeles Film Critics Association Awards (LAFCA Award); Categoria/Ricevente : Migliore musica/Philip Glass.
1984: Premiato al Kansas City Film Critics Awards (KCFCC Award); Categoria/Ricevente: Miglior documentario.
1984:Premiato al São Paolo International Film Festival (AUDIENCE Award); Categoria/Ricevente: Miglior film/Godfrey Reggio.
1988: Premiato al Warsaw International Film Festival (AUDIENCE Award); Categoria/Ricevente: Godfrey Reggio.
2000: Nominato al National Film Preservation Board USA (NATIONAL FILM REGISTRY Award). KOYAANISQATSI
Crolli di palazzi, disastri naturali, visioni accelerate di tramonti: tutti luoghi in cui il mondo sta in precario equilibrio, cioé in "«koyaanisqatsi»", come dicono gli indiani Hopi.

"Ko-Yaa-Nis-Katsi" è un'espressione del linguaggio indiano "hopi" e significa "la vita senza equilibrio". Un titolo che decontestualizzato dal film - un apologo ecologista "sponsorizzato" da Francis Ford Coppola e diretto dal regista indipendente Godfrey Reggio - potrebbe benissimo sintetizzare la condizione di vita di molti distrofici [....] obbligati ad assumere determinate posture per non cadere dalla carrozzina col tronco in avanti o di lato. L'«equilibrio» del titolo è riferito invece all'unica attrice, Madre Natura, e agli scempi che l'uomo ha causato ad essa tramite uno sviluppo industriale scellerato.

Koyaanisqatsi [...]: non è una pellicola di finzione con una storia e degli attori, non è un documentario con le immagini che fungono da supporto per il commento. Film astratto, futurista, d'avanguardia? Forse, ma nessuna di queste parole è adatta per definirlo.
Le parole, ecco un buon punto di partenza. La colonna sonora è completamente priva di parole. Un film muto, allora? Niente affatto. Koyaanisqatsi è un film sonoro non parlato, costituito solo da immagini e da suoni (le musiche elettroniche del compositore minimalista Phillip Glass).

Due immagini in particolare - i graffiti primitivi e la partenza dello Space Shuttle nel 1982 - utilizzate come prologo ed epilogo, racchiudono il senso politico dell'opera: l'apparente evoluzione dell'uomo dallo stato di "natura" allo stato "progredito" e ritorno; nel finale, infatti, alla navetta spaziale in caduta libera (la missione del 1982 si concluse tragicamente pochi minuti dopo il lancio), segue l'immagine dei graffiti primitivi. [...].
Il resto del film, un alternarsi di immagini naturali e urbane (montate seguendo il ritmo della musica), amplifica la dicotomia natura/progresso, sfruttando al massimo le possibilità di manipolazione spaziale e temporale offerte (nel 1982) dal cinema. Tutte le riprese sono state effettuate utilizzando la tecnica per cui variando la velocità della macchina da presa rispetto a quella standard di 24 fotogrammi al secondo, il movimento dei soggetti inquadrati risulta in fase di proiezione, accelerato o rallentato. Per esempio, l'effetto di accelerazione rende quasi indistinguibili il movimento della sabbia del deserto o delle nuvole da quello delle onde marine; ripreso di notte, il traffico di una grande metropoli si trasforma in un scia di linee luminose che si sovrappongono, si alternano, si incrociano, tra i volumi dei grattacieli, finendo per somigliare alla pittura astratta o informale. Persone per strada o all'interno della Borsa, inquadrate con un obiettivo grandangolare e "accelerate", sembrano formiche, mentre fotografate con il teleobiettivo e al rallenty, sembrano goffi burattini.
In Koyaanisqatsi ogni soggetto cessa di essere quello che oggettivamente è (nuvola, automobile, montagna, catena di montaggio ecc.), diventando una forma in continua mutazione. La tecnica impiegata, scardinando la visione spazio-temporale del nostro occhio, stimola nello spettatore una nuova percezione della realtà, che rende molto più efficacemente di qualunque reportage l'idea di quanto caotica, frenetica, priva di "equilibrio" sia la vita in un grande città. [....].
Comunque, riflettendoci, l'autore di Koyaanisqatsi ci ha inconsapevolmente detto qualcosa sulla disabilità; fare un film sonoro non parlato è dimostrare che quello che viene comunemente ritenuto un grave handicap (il mutismo) è in questo caso uno dei principali punti di forza dell'opera. Un solo secondo di commento o di dialogo avrebbe rovinato tutto [...].
(Stefano Andreoli - dall' articolo tratto da DM 139 - agosto 2000. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare)


KROONJUWELEN
(Hard Times, Good Times, Better Times)
realizzazione: StunnedFilm;
fotografia: Tjitte Jan Nieuwkoop;
montaggio: Chris Van Oers;

musica: Big Marty & Marshall Blueberry, Combo
Di Conjo, Delic, Dj Automatic, I-Wah, Kubus
(Olanda, 2006, 76’, documentario)

v. o. con sott. italiani
 

Un documentario sul fenomeno dei graffiti ad Amsterdam, nato a partire dagli anni settanta: una testimonianza su come molti giovani siano riusciti ad uscire dalle periferie e a riappropriarsi della città esprimendo una controcultura autonoma. 


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