L - Schede film
Le schede dei film sono catalogate in ordine alfabetico
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THE LAST CONQUISTADOR
di Cristina Ibarra e John Valadez
(USA 2003, 60', v.o. inglese)
Sinossi
Quando il famoso scultore John Sherrill Houser inizia a creare un monumento al conquistatore spagnolo Juan de Oñate per la città di El Paso, la statua sembra un po' più grande dell'effettiva grandezza naturale. Ma lo scultore cova un segno in segreto: dare vita alla più grande statua equestre in bronzo che sia mai stata realizzata nella storia dell'uomo. Rinchiusi in un angolo lontano e dimenticato di Mexico City, John e il Figlio Ethan lavorano incessantemente per dieci anni plasmando una figura sensazionale.
Per alcuni essa rappresenta un magnifico, affascinante, seducente e calzante tributo alla straordinaria opera degli spagnoli per costruire l'occidente americano. Per altri, invece, costituisce un terribile ricordo dei tempi in cui la spada e la croce venivano usate per reprimere nel sangue coloro che osavano disobbedire al volere della corona spagnola.
Note di regia
Grazie alle immagini stupefacenti, i registi ci trascinano in un viaggio selvaggio e surreale accompagnato da scioccanti rivelazioni, trionfi e batticuore.
I registi hanno impiegato sette anni a studiare Houser e la sua nobile e quantomai stravagante impresa di ricreare in bronzo l'immenso e terrificante simbolo di stermino della storia. Il risultato è una profonda e personale esplorazione di storia, brutalità e determinazione.
THE LAST WINTER (L'ultimo inverno)
di Larry Fessenden
(USA/Islanda 2006, 101', v.o. inglese)
Presentato all'Environmental Film Festival, Washington (2007).
Nella regione artica del nord Alaska un'equipe di ricercatori di una compagnia petrolifera s'impegna a fondo per costruire una piattaforma di trivellazione che modificherà per sempre lo stato originario del terreno. L'equipe comprende il burbero e strafigo leader Pollack (Ron Periman), il suo braccio destro femminile e primo amore Abby (Connie Britton), l'ostinato meccanico Motor (Kevin Corrigan) e lo sbarbatello ultimo arrivato Maxwell (Zach Gilford), il figlio ricco di una compagnia esecutiva. Casi a parte sono due scienziati inviati per valutare l'impatto ambientale del progetto: Hoffman (l'icona Indy James Le Gros) e il suo assistente Elliot (Jamie Harrold). Strane cose iniziano ad accadere sin dall'inizio in questa eccitante storia di fantasmi che è anche una critica al nostro disinteresse per le esigenze del pianeta in cui viviamo. Maxwell comincia a comportarsi stranamente, gironzolando e articolando frasi incoerenti. Dopo che un membro del team viene trovato morto, lo sgomento inizia a rendere necessaria la salute mentale degli altri. Perché la temperatura sta aumentando in pieno inverno? Alcune persone incominciano a vedere le cose con gli occhi fuori dalle orbite e temono che la natura possa ritorcersi contro di loro quando il film prende la piega di un horror del sovrannaturale. (Steve Gravestock, Toronto International Film Festival)
Diretto da Larry Fessenden e prodotto da Jeffrey Levey-Hinte e Larry Fessenden.
LICHTER (Distant Lights) di Hans-Christian Schmid;
sceneggiatura: Hans-Christian Schmid, Michael Gutmann;
fotografia: Bogumil Godfrejow; musica: The Notwist;
con August Diehl Philip, Herbert Knaup, Julia Krynke, Henry Hübchen Wilke, Maria Simon;
(Germania, 2003, 105’) v.o. con sott. italiani
Il tema della migrazione. Un racconto che inizia con un viaggio clandestino, ambientato in una città di frontiera come Francoforte sull’Oder.
LIEBE IST KÄLTER ALS DER TOD
(L’amore è più freddo della morte)di Rainer Werner Fassbinder;
fotografia: Dietrich Lohmann;
con Ulli Lommel, Hanna Schygulla, R. W. Fassbinder (Rft 1969, b/n, 88’)
vers. originale con sottotitoli italiani
Un’organizzazione criminale offre a Franz (Fassbinder) di entrare a far parte della banda. ma Franz rifiuta. L’organizzazione allora gli mette alle costole Bruno (Lommel) ma tra i due si instaura uno strano rapporto. Franz, senza rendersi conto fino in fondo del suo sentimento, lo invita a casa e gli offre di dormire con la sua donna, Joanna (Schygulla) che, a questo punto, denuncia Bruno alla polizia...
Il film ha questa dedica: "Per Claude Chabrol, Eric Rohmer, Jean-Marie Straub, Lino e Cuncho".
LES LIP, L’IMAGINATION AU POUVOIR
di Christian Rouaud
(Francia 2007, col., 118’, v. o.)
Aprile 1973. Gli operai di una fabbrica di orologi inventano ogni giorno nuovi mezzi d’azione per difendere la fabbrica e il posto di lavoro, ispirandosi agli slogan del Maggio ’68. Trent’anni dopo C. Rouand fa rivivere quest’epopea operaia dando la parola agli attori di quel sogno collettivo.
LOIN DU VIETNAM di Alain Resnais, William Klein, Joris Ivens, Agnès Varda, Claude Lelouch, Jean-Luc Godard; prod., montato e commentato da Chris Marker (Francia 1967, b/n e col., 120’)
Film a episodi per sostenere la lotta del popolo vietnamita. Sequenze di guerra, manifestazioni pro e contro, Castro che spiega le tecniche della guerriglia, Godard in prima persona che fa autocritica e molte altre cose. Un “cinema d’assalto”, una proposta di cinema politico un anno prima del ’68.

