P - Schede medio e corti


Le schede dei cortometraggi sono catalogate in ordine alfabetico

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Monica Petracci e Lorenzo Mazzocchi, La passeggiata dello schizo, 1997, 10'
Vincitore Premio di produzione - Concorso Italia 1997
da Nur Mut, La passeggiata dello schizo
musica Vanni Bendi, Giovanni Versari, Klaus Nomi
con Catia Gatelli, Claudia Pedriali
produzione Associazione Culturale Masque - NON produzioni Videocinematografiche, Bertinoro (FO)

Dalla recente produzione del Gruppo di lavoro Masque Nur Mut, nasce la suggestione per un'intensa scrittura video firmata dalla videomaker Monica Petracci, già autrice di Salomè, e da Lorenzo Bazzocchi, artefice delle macchine sceniche praticate dal gruppo.
Secondo le indicazioni fornite nella presentazione dello spettacolo, la visione "sarà una passeggiata, la passeggiata dello schizo in visita alle macchine che ronzano in fondo al giardino" e il video conferma la premessa ponendo a confronto il volto espressivo e la presenza forte di Catia Gatelli con un inquietante assortimento di "macchine celibi" duchampiane che, tra bambole infratte e giocattoli nonsense, sono impegnate in una strenua e insensata produzione di rumore e movimento.



PLAINS EMPTY
di Beck Cole
con Josef Ber, Tina Bursill, Gerard Kennedy, Kerry Naylon, Ngaire Pigram
Produzione: Kath Shelper (Australia 2005, 27') v.o. inglese
Presentato al Sundance Film Festival (2005)

Sinossi

Quando Sam e il marito si trasferiscono in una zona ricca di giacimenti minerari lontana dalla città e desolata, deve lottare per sopportare la solitudine. In realtà, si chiede se è davvero sola.
Plains Empty è un affascinante dramma umano di una donna che, durante l'intensa solitudine che l'affligge tra le miniere, incontra lo spirito di una giovane donna aborigena che si scopre essere la zia di Sam. Così Sam inizia ad interrogarsi su quello che lo spirito vuole comunicarle.
Il film rappresenta la metafora di tutto il paesaggio australiano, dove i personaggi viventi sono sostituiti dagli spiriti del passato e, a ben guardare, il passato sembra essere sempre presente.
Beck Cole è sempre stata affascinata dai fantasmi e si è recata spesso ad Adelaide per "il grande fumo".
Durante uno di quei viaggi che faceva con la zia, quest'ultima ha visto improvvisamente una bambina sulla strada dopo aver superato Coober Pedy. Così hanno rigirato la macchina e sono tornate nel punto in cui l'avevano vista ma al posto della bambina c'era un bambino. Lo hanno riportato a Coober Pedy, dove un gruppo di aborigeni stava facendo una serie di rituali perché avevano perso il bambino.
La Cole intesse sovrannaturale e autobiografia dando vita a un risultato saporitamente innovativo e accattivante.



Chiara Battistini, Play'n house, 9'50" coreografia di Anna Rita Larghi

E' interpretato da sei danzatori ed ambientato inizialmente all'interno di una casa dove si tiene una sorta di party, poi ad un tratto lo spettatore scopre di conoscere un'altra ambientazione, una stalla dove si trovano gli stessi personaggi già conosciuti poco prima. Il video è a colori ed è distinto in due capitoli. La danza alla quale si ricorre è quella contemporanea ed i costumi dei danzatori non sono di scena, perché l'ambientazione è quella di una casa, e quasi non abbiamo l'impressione di una coreografia ma della rappresentazione di uno scorcio della vita quotidiana.



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