Q - Schede film


Le schede dei film sono catalogate in ordine alfabetico

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LES QUATRE CENTS COUPS (I 400 colpi)
di François Truffaut;
musica: Jean Constantin;
fotografia: Henry Decaë;
scenografia: Bernard Evein;
montaggio: Marie-Josèphe Yoyotte;

con Jean-Pierre Léaud, Albert Rémy, Claire Maurier, Jeanne Moreau, Jean Douchet, Jean-Claude Brialy
(Francia 1959, b/n, 93’) v.o. con sott. italiani
Premio per la miglior regia al Festival di Cannes,
Premio Fémina Belge du Cinéma (Ulivo d’oro),
Premio della critica newyorchese per il miglior film straniero 

Un poema sulla solitudine e sui dolori di un adolescente cresciuto senza amore e la sua ribellione. Uno dei capolavori della Nouvelle Vague. Il film è dedicato ad André Bazin, “maestro” e padre adottivo di Truffaut.





QUELLA SERA DORATA
(The City of Your Final Destination) di James Ivory
tratto dal best seller omonimo di Peter Cameron;
con Anthony Hopkins, Laura Linney, Charlotte Gainsbourg, Omar Metwally,
Alexandra Maria Lara,
Hiroyuki Sanada.
(Gran Bretagna 2009, col.,
118’)

Omar Razaghi (Omar Metwally) studia all'Università del Colorado e la sua borsa di studio dipende dalla stesura della biografia di Jules Gund, scrittore sudamericano autore di un unico, venerato romanzo. Per cercare di convincere gli eredi a dargli l’autorizzazione a scrivere il libro, Omar si reca in Uruguay e si ritroverà coinvolto in una serie di situazioni bizzarre e imprevedibili…

“Tratto dal best seller omonimo di Peter Cameron, pubblicato in Italia da Adelphi, il film si avvale di un cast d'eccezione che comprende il premio Oscar Anthony Hopkins, la vincitrice della Palma d'Oro a Cannes Charlotte Gainsbourg e la candidata a tre premi Oscar Laura Linney. Il direttore della fotografia è lo spagnolo Javier Aguirresarobe (Parla con lei, The Others, Vicki Cristina Barcelona), già vincitore di 6 premi Goya, mentre la colonna sonora porta la firma di Jorge Drexler, premiato con l'Oscar per I diari della motocicletta.
Omar Razaghi (Omar Metwally) studia all'Università del Colorado e la sua borsa di studio dipende dalla stesura della biografia di Jules Gund, scrittore sudamericano autore di un unico, venerato romanzo. Poiché gli eredi di Gund sono contrari al progetto, Omar viene convinto dalla compagna a raggiungerli nella loro tenuta in Uruguay, per tentare di ottenerne l'approvazione. Al suo arrivo, tuttavia, troverà una serie di situazioni bizzarre e imprevedibili, ordite dagli stravaganti famigliari dello scrittore: Adam (Anthony Hopkins), il fratello cinico e raffinato, Caroline (Laura Linney), la vedova orgogliosa, e Arden (Charlotte Gainsbourg), la giovane amante che da Gund ha avuto una figlia. La presenza del ragazzo finisce per alterare il precario equilibrio della famiglia, facendo riemergere un passato di intrighi e segreti, ma è lo stesso Omar a dover ripensare la propria vita quando nasce l'amore con la bella Arden". (da Adnkronos/Cinematografo.it, (Roma, 27/08/2010)

“Il film Quella sera dorata di James Ivory, adattamento dal romanzo omonimo di Peter Cameron, prosegue la consueta riflessione dell'ottuagenario regista sulla verità dei sentimenti contrapposta all'ipocrisia e al vuoto delle convenzioni sociali. Dopo una così lunga carriera è impossibile non riconoscere l'Ivory touch, che conferisce quell'aria aristocratica e patinata alle sue pellicole, ai dialoghi letterari (quasi tutti i suoi film sono trasposizioni da romanzi) e all'impianto teatrale, sfarzoso e ricercato che il regista ama e che ritroviamo anche in quest'ultima pellicola. […]”. (Alessia Mazzenga, “Terra”, 15 ottobre 2010)

"Nel confezionamento del film, il regista americano mantiene la sua innata eleganza, fatta di accenni, di rifiniture e di un conferimento ai dialoghi di una sacralità d'altri tempi, lasciando che il suo film scorra su un binario classico che porti infine all'esplosione finale del sentimento". (Massimo Borriello, Movieplayer.it, 16 Ott 2009)


QUELL'OSCURO OGGETTO DEL DESIDERIO
(Cet obscur objet du désir)
di L. Buñuel;
dal romanzo "La femme et le pantin" (1898) di Pierre Louÿs;
sceneggiatura: L. Buñuel, Jean-Paul Carrière;
con Fernando Rey, Carole Bouquet,
Angela Molina, Julien Bertheau, André Weber, Milena Vukotic
(Francia 1977, col., 100’, v.o. con sott. italiani)

Quell'oscuro oggetto del desiderio è nascosto fra le gambe di Conchita. Così inaccessibile a Mathieu, che nell'ossessione di possederlo l'uomo perde orgoglio e decoro. È così inafferrabile e oscuro che la sua proprietaria ha due volti, di madonna e sgualdrina, né sai mai quale più ti accenda. Mathieu è un ricco signore sui sessanta, con villa di lusso. [...] 
L'ha avuta in casa come cameriera, e subito se n'è ingolosito.
 Conchita ha sorriso, ha detto di no, e l'indomani si è licenziata. Dirà di no anche più tardi, quando Mathieu vi si imbatte in Svizzera, ma soffiando sul fuoco con gentile malizia. Sicché l'uomo, sempre più caldo, aspetta e spera. […] Piccola gemma del diadema che incorona un sovrano del cinema, Quell'oscuro oggetto del desiderio è un film incantevole. […] Più che un'ennesima variazione sul tema della donna angelo e demone che trascina nel ridicolo lo schiavo d'amore, dettata quasi sempre da misoginia, il film è un allegro e moderno mettere alla berlina il mito del possesso. […] Fuggiamo in tempo la tentazione di illuminare tutte le quinte e gli anfratti delle metafore. Corriamo con gaudio verso le reti che Buñuel ci tende così tepide e confortevoli. Possiamo goderci il film anche senza spiegarne gli angoli bui, tanto lucida, fresca, vibrante di luci segrete è l'aria che vi si respira, tanto lineare è il racconto di quelle doppie ambiguità. Tutto posseduto, lui sì, dall'ironia d'un vecchio saggio [...]”. (G. Grazzini, da Il Corriere della Sera,
28 novembre 1977)

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