R - Schede film


Le schede dei film sono catalogate in ordine alfabetico

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RAIN IN A DRY LAND
(Pioggia su una terra arida)
di Anne Makepeace
(USA 2006, 82', v.o. inglese)

Prodotto con il sostegno del Sundance Institute Documentary Film

Presentato all'Environmental Film Festival Washington (2007)

La storia di due famiglie Bantu somale che si sottraggono a un retaggio di oppressione in Africa alla volta di nuove sfide in America è racchiusa in questo documentario d'interesse sociale. Le famiglie vengono presentate nel campo profughi di Kakuma in Kenya:

Arbai, una ragazza madre di quattro figli con un grande senso dello humor e una risata contagiosa nonostante il suo devastante passato, e la fiera ma vulnerabile Madina e il suo lunatico marito Aden determinato a prendersi cura della propria famiglia. Al campo essi apprendono sbalorditi la cultura americana: frigoriferi, stufe, vasche da bagno, ascensori, scale, grattacieli e scuole. Come riusciranno a sopravvivere negli Stati Uniti questi contadini musulmani analfabeti che non parlano l'inglese? Il film segue le vicende delle due famiglie in America durante i primi due anni nelle loro nuove abitazioni. Aden e Madina si stabiliscono a Springfield, in Massachusetts, mentre la famiglia di Arbai vive ad Atlanta. A dispetto di razzismo, povertà, difetti del sistema scolastico e di un pesante shock culturale, entrambe le famiglie trovano il modo di sopravvivere in America e di creare un ambiente sicuro per i loro cari scampati alla guerra. Il film termina con la cerimonia di battesimo del primo figlio di Aden e Madina nato in America e con il matrimonio tradizionale della figlia maggiore di Abrai, una pittoresca riunione di centinaia di famiglie Bantu somale giunte ad Atlanta da ogni parte dell'America.

Diretto da Anne Makepeace, edito da Mary Lampson e prodotto da Anne Makepeace Productions, Inc. in associazione con POV/American Documentary Inc. con il sostegno del Sundance Institute Documentary Fund.



LA REGOLA DEL GIOCO (La Règle du jeu) di Jean Renoir.
Con Marcel Dalio, Nora Gregor, Roland Toutain, Jean Renoir, Gaston Modot.
(Francia 1939, b/n, 110’)
vers. orig. con sott. italiani Uno dei capolavori di Renoir. Truffaut l'ha definito "il film dei film". Un dramma allegro. Un film che influenzò un numero importante di scenografi e registi…


REPERCUSSIONS
di Anton Fischlin
(Canada 2007, 51’, v.o. inglese)
Vincitore sezione Alternative Energy, Earth Vision Festival, Santa Cruz, California (2007)

A prescindere dalle condizioni economiche, etniche, linguistiche e religiose, il cambiamento climatico e il prosciugamento delle risorse naturali ci stimolano a collaborare.Da 154 anni gli Expo internazionali sono il faro sulla strada del progresso tecnologico e gli spettatori, visitando un padiglione dopo l’altro, riflettono su cosa potrebbe serbare il futuro. Repercussions offre uno scorcio sulla vasta gamma di soluzioni per la tutela ambientale e mostra allo spettatore l’immensa ricchezza e ingenuità dello spirito umano.

Immaginate un mondo in cui esseri umani e tecnologia vivono in armonia con la natura. Repercussions ci invita al World Expo 2005 di Aichi in Giappone, intitolato “La saggezza della natura”, per scoprire le soluzioni su cui l’umanità ha fantasticato per affrontare le sfide ambientali. In loco sono stati fatti molti tentativi per trovare soluzioni a spreco zero e risorse energetiche pulite e rinnovabili, come tra l’altro sono state attuate misure su ampia scala contro l’inquinamento acustico. Un sistema di vita basato sul rispetto dell’ambiente è, oggi, più di qualcosa su cui fantasticare, è, anzi, qualcosa che si può raggiungere davvero.

REPRISE di Hervé Le Roux
(Francia 1997, col., 192’, v. o.)

Il regista ritrova e intervista una donna, allora giovane operaia, che il
10 giugno 1968 aveva rifiutato di riprendere il lavoro nella fabbrica Wonder e che era apparsa in lacrime in un film militante realizzato dagli studenti in quell’occasione. Le interviste fanno rivivere trent’anni dopo il clima appassionato di quei giorni...


La rieducazione
regia e sceneggiatura: Davide Alfonsi, Alessandro Fusto, Daniele Guerrini, Denis Malagnino;
fotografia: Alessandro Fusto;
montaggio: Alessandro Fusto, Daniele Malagnino;
interpreti: Marco Donatucci, Denis Malagnino, Pablo Sallusti, Gianluca Tiberi, Daniele Malagnino, Massimo de Sanctis, Massimo Pasquali, Daniele Guerrini, Gennaro Romano, Vincenzo di Nota, Alessandra Alfonsi, Don Romano, Alessandro Fusto, Elisabetta Bugatti;
produzione: Amanda Flor
(Italia 2006, b/n, 96', video)


Un giovane laureato della provincia romana passa le giornate facendo del volontariato in parrocchia, finché il padre non lo spinge ad affrontare le responsabilità della vita vera: prima a lavorare come muratore, poi fuori di casa e senza sostegno familiare. Per il ragazzo sarà davvero dura
.
Il film smaschera le ipocrisie, le falsità e la doppiezza dei protagonisti dipingendo un quadro desolante del mondo del lavoro al giorno d’oggi.
La Rieducazione realizzato in un suggestivo
bianco e nero, sgranato e volutamente imperfetto
con soli cinquecento euro da Amanda Flor, collettivo di Tivoli, si impone per realismo,  freschezza e profondità. Il cast, composto interamente da non professionisti, dà vita a personaggi così comuni da essere a tratti familiari e riconoscibili nelle loro piccole miserie quotidiane.


"[...] un film apertamente artigianale che costa soltanto qualche centinaio di euro, ma ha dalla sua il respiro del cinema e il coraggio della verità, quella non ideologizzata. Se la scelta del bianco e nero sembrerebbe quasi un modo per dichiarare il proprio minimalismo espressivo, che parte dall'uso di un digitale obbligatoriamente non ad alta definizione, il film ha dalla sua la capacità di coniugare, attraverso un montaggio accurato, i tempi del cinema con quelli del quotidiano, usando la musica quando davvero necessaria, e muovendo la macchina da presa in maniera funzionale al racconto, senza il bisogno di dimostrare di "saper fare". I "non attori" presenti nel film sono così naturali da essere a cavallo tra la finta verità di certi documentari e la vera finzione di certe fiction: sono lì e basta, a darci un'idea di essenzialità e presenza che è quella di tutta "La rieducazione". (Cine Critica Web -SNCCI Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani)    


   


RISING WATERS: GLOBAL WARMING AND THE FATE OF THE PACIFIC ISLANDS
(Acque che salgono: riscaldamento globale e il destino delle isole del Pacifico)
di Andrea Torrice
(USA 2000, 60', v.o. inglese)

Regia: Andrea Torrice
Produzione: Produzioni Torrice
Produzione: Andrea Torrice in associazione con l'Independent Television Service and Pacific Islanders in Communications

AWARDS:
Special Jury Award, Mountain Film, Telluride
Bronze Plaque, Columbus International Film & Video Festival
Second Place Winner, Earth Vision Environmental Film & Video Festival
Certificate of Merit, The Chicago International Television Competition
Taos Talking Picture Festival
Vermont International Film Festival
Hawaii International Film Festival
Equinox Environmental Film Festival
Film Arts Festival of Independent Cinema
Environmental Film Festival in the Nation's Capital
Olympia Environmental Film Festival
Marin Environmental Film Festival

Il film è la dimostrazione del fatto che il riscaldamento globale
stia già compromettendo l'equilibrio naturale delle isole del Pacifico

Per i 7 milioni di persone che popolano le migliaia di isole sparse nell'Oceano Pacifico, il riscaldamento globale non sembra essere un fenomeno tanto remoto: è una minaccia i cui primi effetti potrebbero avere già provocato danni.

Attraverso i racconti personali degli isolani del Pacifico, RISING WATERS: GLOBAL WARMING AND THE FATE OF THE PACIFIC ISLANDS aggiunge un volto umano al dibattito internazionale sul cambiamento climatico.

La maggior parte degli scienziati del mondo oggigiorno si trova d'accordo sul fatto che il riscaldamento globale sia un fenomeno concreto e studi importantissimi mostrano che le isole tropicali del Pacifico saranno colpite per prime e più duramente dai suoi effetti. La temperatura dell'acqua nel pacifico tropicale è drasticamente aumentata negli ultimi vent'anni, contaminando i coralli e turbando l'ecosistema marino. L'aumento del livello del mare minaccia di inondare le isole e fenomeni atmosferici estremi, come il frequentissimo e intenso Niños, pesanti siccità e uragani spaventosi, potrebbero distruggere gli ecosistemi e le società che esistono da migliaia di anni.
Nel filmato gli abitanti delle isole mostrano agli spettatori gli effetti fisici e culturali prodotti dal riscaldamento globale. Insolite alte maree hanno spazzato gli atolli situati nelle profondità della Micronesia, distruggendo i raccolti e inquinando i rifornimenti di acqua fresca. Gli antichi cimiteri vengono distrutti dall'impatto delle onde violente e da un'erosione mai vista prima di dieci anni fa. Un incremento della frequenza e dell'intensità degli uragani sta ostacolando la ripresa delle comunità isolane e degli ecosistemi.
Ma i racconti degli isolani non hanno convinto tutti nel resto del mondo. Alcuni scienziati respingono i risultati di queste ricerche e affaristi ed economisti ammoniscono che forzare le industrie a ridurre drasticamente l'emissione di gas a effetto serra causerebbe un collasso economico mondiale.
Mentre la classe politica e gli scienziati discutono su quando e quanto ridurre l'emissione di gas a effetto serra nei prossimi vent'anni, molti abitanti del Pacifico si stanno chiedendo se per loro esiste un futuro. Una cosa è certa: più sarà rimandata la riduzione dei gas a effetto serra e più sarà difficile frenare gli effetti del riscaldamento globale o evitare che l'aumento del livello del mare devasti le isole del Pacifico.
Come dovrebbero agire allora gli abitanti delle isole? Su chi dovrebbero fare affidamento? Dove dovrebbero andare qualora costretti ad abbandonare le proprie abitazioni? RISING WATERS esplora il significato del vivere in una nebbia d'incertezza scientifica e esamina sia l'esperienza umana, sia i dati messi in evidenza dagli esperti della scienza. I problemi affrontati dagli isolani costituiscono un allarme di pericolo per il resto del mondo.
Il documentario è stato girato nelle isole Kiribati, Samoa, Hawaii, negli atolli della Micronesia e nelle isole Marshall, come pure nei laboratori e centri di ricerca degli Stati Uniti. RISING WATERS dipinge il ritratto degli abitanti delle isole con filmati storici e materiali video, interviste a illustri scienziati e voci fuori campo. L'animazione in 3D illustra i concetti chiave della scienza.


LA RONDE di Max Ophüls;
dalla commedia "Der Reigen" (Il girotondo, 1897) di Arthur Schnitzler;
con Simone Signoret, Anton Walbrook, Danielle Darrieux, Daniel Gélin, Gérard Philipe, Serge Reggiani, Jean-Louis Barrault, Simone Simon, Isa Miranda
(Francia 1950, b/n, 97’, v.o. con sott. in italiano)
Premio per Miglior sceneggiatura (Jacques Natanson) e Miglior scenografia al Festival di Venezia 1950;
Nomination per Miglior sceneggiatura non originale (Jacques Natanson), Miglior sceneggiatura non originale (Max Ophuls) e Miglior scenografia per film in bianco e nero (Jean D'Eaubonne) ai Premi Oscar 1951. 

Una prostituta, un soldato, una cameriera, uno studente, una donna del bel mondo, suo marito, una ragazza, un poeta, un’attrice e un ufficiale sono legati, come gli anelli di una catena, nel girotondo dell’amore. L’osservazione di un mondo borghese pacifico, senza problemi, animato dalla ricerca del piacere è raffinata, elegante, venata da una sottile nostalgia per una idealizzata giovinezza che non può più ritornare. (M.Magri)

La ronde è un film sottilmente venato di amarezza. Non a caso, del resto, Max Ophüls si è direttamente richiamato a Schnitzler e al mondo della Vienna del primo novecento. Per quel mondo, borghese e pacifico, esteriore e in apparenza senza problemi, egli sente una nostalgia abbastanza scoperta, il desiderio, irrealizzabile, di un impossibile ritorno. Ma nostalgia e rimpianto non alterano la sua possibilità di veder chiaro, talora addirittura impietosamente, di scoprire, definitivamente e senza falsi pudori, l’inconsistenza di chi non riesce neppure più a trovare nell’amore (il più semplice e istintivo degli atteggiamenti umani) il proprio senso e la propria misura.[…]. (Franco Valobra, Cinema Nuovo, 1950)



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