S - Schede medio e corti
Le schede dei cortometraggi sono catalogate in ordine alfabetico
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Max Campagnani, Scie,1998, 4'
Vincitore ex aequo Premio Riccione TTV - Concorso Italia, 1999
coreografia di Max Campanari
musiche Marco Schiavoni
con Myrna Kamara, Max Campanari
produzione DIVA
"Myrna Kamamra è prima ballerina del Bejart Ballet e si trovava a Verona per danzare come interprete principale nell'opera Aida. Non aveva molto tempo a disposizione per gli impegni con Bejart a Tokio e Losanna e per le prove degli spettacoli a Verona. L'occasione di lavorare con una grande artista mi ha dato la forza per effettuare le riprese con una sola prova inserita nei due giorni di lavoro. La musica è stata composta in seguito da Marco Schiavoni con il quale ho lavorato a Roma nella ricerca dei suoni da utilizzare.
Anna De Manincor, Skankrèr o la famiglia dell'artista, 1998, 25'
dallo spettacolo omonimo di Alessandro Berti
Vincitore Premio di Produzione - Concorso Italia, 1998 insieme a La Custode e Qualcosa su intervallo
coreografia Michela Lucenti
musiche Lou Dalfin, Johann Sebastian Bach, Alessandro Berti
fotografia Luigi Martinucci
montaggio Davide Pepe, Anna De Manincor
con Alessandro Berti, Michela Lucenti, Stefano Questorio
produzione L'Impasto, Bologna
«L'Impasto è una compagnia il cui lavoro verte sulla sperimentazione attorno al "congiungimento ben temperato" (per così dire) di più linguaggi performativi e in particolare la scrittura, la parola detta, il canto e il movimento. (...) «Teatro fisico per testi e canti originali sarebbe un'ottima definizione sintetica del complesso lavoro di amalgama delle differenti peculiarità artistiche dei componenti della compagnia. Il video di Anna De Manincor riscrive lo spettacolo omonimo Skankrèr che ha fatto conoscere la compagnia L'Impasto in tutta Italia. E' un'operina per parole danza e canti che narra la travagliata storia di un balarino maladèt che si trova a nascere in una famiglia padana surrealmente vernacolare. La sua vocazione d'artista viene stroncata a suon di ingiurie (di skankerate!) dalla madre e dal padre (la bagassa religiosa e il kankarèr).»

