THE ARTIST - scheda e trailer del film

THE ARTIST
Regia e sceneggiatura: Michel Hazanavicius;
fotografia: Guillaume Schiffman; musiche: Ludovic Bource; montaggio: Anne-Sophie Bion, Michel Hazanavicius; scenografia: Laurence Bennett; costumi: Mark Bridges; Produzione: La Petite Reine, Studio 37, La Classe Américaine, Jd Prod, France3 Cinéma, Jouror Production, Ufilms; distribuzione: BIM.
(Francia 2011, b/n, 100’) 
 Cast
Jean Dujardin
(George Valentin),
Bérénice Bejo
(Peppy Miller),
John Goodman
(Al Zimmer),
James Cromwell
(Clifton),
Penelope Ann Miller
(Doris),
Missi Pyle
(Constance),
Beth Grant
(Cameriera),
Stuart Pankin
(Otto, regista),
Bitsie Tulloch
(Norma),
Calvin Dean
(Signor Sauveur),
e il cane attore
Uggy (Jack).

- 5 Oscar 2012 per: Miglior Film, Regia, Attore (Jean Dujardin), Migliore Colonna sonora e Migliori Costumi.
- 3 Golden Globes 2012 per: Miglior Film brillante, Miglior Attore (Jean Dujardin) e Migliore colonna sonora.
- 7 BAFTA - British Academy of Film and Television Art 2012: Miglior film, Miglior regia, Miglior attore (Jean Dujardin), Miglior sceneggiatura originale, Miglior fotografia, Miglior Colonna sonora, Migliori costumi.
- 6 César 2012: Miglior film francese, Miglior regia, Migliore attrice (Bérénice Bejo), Miglior fotografia, Miglior Colonna sonora, Miglior scenografia.
- Premio per la migliore Interpretazione Maschile a Jean Dujardin al 64. Festival di Cannes (2011).
- 2 premi NYFCCA -
New York Film Critics Circle Awards 2011 per Miglior film e Miglior Regia.
- Premio European Film 2011 per Miglior compositore europeo.
- Candidato al David di Donatello 2012 come Miglior Film dell'unione Europea.

- Palm Dog 2011 al terrier Uggy (compagno del protagonista Jean Dujardin) per la Migliore Performance di un cane.

Hollywood 1927. George Valentin è un divo del cinema muto all'apice del successo. L’avvento dei film parlati lo fa scivolare nell'oblio. Intanto Peppy Miller, una giovane comparsa, viene proiettata nel firmamento delle stelle del cinema. Questo film racconta la storia dei loro destini incrociati. La fama, l'orgoglio ed il denaro ostacoleranno la loro storia d'amore...

"Ci sono film fatti con tanta minuziosa passione che non sembrano frutto del lavoro di un autore e nemmeno dei suoi collaboratori, ma di tutti coloro che diedero forma, in origine, al mondo rievocato; e forse di tutti gli spettatori che hanno tenuto in vita quel mondo esistito solo al cinema per pochi decenni ma ancora vivo nella nostra memoria, dunque in certo modo più vero del vero. È il caso dell'irresistibile 'The Artist' di Michel Hazanavicius, osannato dalla migliore platea che potesse augurarsi un lavoro simile. Una tribù cosmopolita di cinefili pronti a andare in estasi per ogni dettaglio di questo film muto fatto proprio come ai tempi del muto, dalle luci ai costumi, dai titoli di testa al gioco delle inquadrature, dalla magistrale colonna sonora al linguaggio del corpo e ai mille prestiti e citazioni con cui Hazanavicius e i suoi portentosi protagonisti, Jean Dujardin e la franco-argentina Bérénice Béjo, danno vita a personaggi e intreccio." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 maggio 2011) 

"Un film in bianco e nero e completamente muto: la scommessa non poteva essere più rischiosa eppure Michel Hazanavicius l'ha vinta a mani basse, raccogliendo finora l'applauso più caloroso e entusiasta della stampa. [...] Girato come un vero film muto, con il formato quadrato e le didascalie per spiegare i dialoghi, fotografato in un raffinato bianco e nero d'epoca, il film gioca con l'immaginario di Hollywood dove tutti i produttori sono grassi e fumano sigari giganteschi e racconta il momento cruciale del passaggio dal muto al sonoro: il vecchio divo (Jean Dujardin) non vi si adegua mentre la giovane comparsa sì (Bérénice Bejo), condannando all'oblio il primo e al successo la seconda. Ma il piacere del film non è tanto nel seguire la storia quanto nel modo in cui il regista gioca con gli ostacoli che gli derivano dal girare un film senza parole e che trovano nel sogno del protagonista (ogni cosa fa rumore ma lui non riesce a emettere un suono) il suo momento più esilarante e indovinato." (Paolo Mereghetti, 'Il Corriere della Sera', 16 maggio 2011)

"Questo film diretto dal francese Michel Hazanavicius, ha soprattutto una virtù eccezionale quasi dimenticata dal cinema: con una storiella vecchia come il cucco riesce, proprio perché muto, proprio perché in bianco e nero, proprio perché di massima elegante, raffinata semplicità, a commuovere. Travestito da film girato alla fine degli anni 20 anche con una lieve accelerazione delle immagini, 'The artist' racconta del cinema hollywoodiano di quegli anni, quando l'avvento del sonoro lo rivoluzionò. [...] 'The Artist' trae dalla sua incongruenza la capacità di divertire, perché restano muti pure i film parlati e il set, e le strade, come se il mondo si fosse azzittito nello sguardo e nei pensieri del disperato Valentin." ('La Repubblica', 9 dicembre 2011)

"È muto, ma parla: al cuore e alla testa. È 'The Artist' del francese Michel Hazanavicius, che ci riporta indietro ai bei tempi della settima arte, quando le labbra si muovevano ma senza profferire verbo. […] Operazione postmoderna che nella transizione muto-sonoro evoca l'odierno switch over pellicola-digitale, non ha però nella perfezione estetica la freddezza del metacinema cerebrale: l'arte pulsa, il cuore batte emozioni eterne. E dietro lo struggente, romantico passo a due di George e Peppy, spunta la canaglia nostalgia per un cinema che non è più, ed è ancora. Lunga vita a 'The Artist'!" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 8 dicembre 2011)

"[...] Questo film è una storia d'amore e un atto d'amore per il cinema" (Valerio Cappelli, 'Il Corriere della Sera', 16 maggio 2011)

"[…] 'L'artiste', è un film muto, è un film in bianco e nero e quando finisce ti rendi conto che il cinema è questa cosa qui, la recitazione e l'immagine, la musica, il racconto scritto e l'emozione che l'insieme trasmette. (...) 'L'Artiste' è però anche un omaggio al cinema americano dell'età del jazz, quando King Vidor, Lang, Murnau e Lubitsch sbarcano a Hollywood per girare le prime grandi produzioni, Hitchcock e John Ford muovono i primi passi, Billy Wilder debutta come sceneggiatore. […] 'L'Artiste' non è una parodia né un pastiche, ma intelligentemente e con leggerezza recupera lo spirito di un mondo scomparso e lo fa rivivere sotto i nostri occhi." (Stenio Solinas, 'Il Giornale', 16 maggio 2011)

"Come fare un film muto, in bianco e nero, con le didascalie, una star col balletto alla Fairbanks, una fanciulla timida e un cane così simpatico che chiama la battuta: 'Gli manca solo la parola', e avere successo. Nel 2011? Sì. A Cannes? Al festival internazionale del cinema di Cannes. Quando? Ieri, oggi. E domani. Diretto dal francese Michel Hazanavicius, 'The Artist' […] ha il fascino dell'antichità rivisitata, l'ironia dell'attualità decaduta e mitizzata e una dose di romanticismo esplicito che lo salva dal sospetto di operazione nostalgica. Anzi, è una sfida decidere di azzerare i modelli di comunicazione cinematografica del terzo millennio e riportare il pubblico indietro di ottant'anni, espressioni marcate, volti sovrapposti ad antiche memorie, gesti puntualizzati." (Silvio Danese, 'Nazione- Giorno - Carlino', 16 maggio 2011)

"[…] Un film poetico, romantico, avvincente... un film muto. [...] Al di là della trovata cinefila, c'è in 'The Artist' un'opera degna di questo nome, capace di emozionare con poco e niente. È evidente che si tratta di un'operazione studiata a tavolino e sapientemente scritta, capace di catapultare sullo schermo un intero mondo ormai disciolto fatto di mille citazioni dal Terrier a pelo ispido che fu famoso in 'L'uomo ombra', il suo nome era Asta, a 'Viale del tramonto' (tra i pochi film a raccontare per davvero la fine di un'epoca e l'inizio di un'altra), da Douglas Fairbanks (a cui di certo si rifà l'estetica del protagonista) a Mary Pickford (sua è la casa dove abita la protagonista Peppy)... e poi ancora ci sono sapori di 'Quarto potere' e le note, superdichiarate, di 'Vertigo'. Ma tutto questo non è solo un gioco di citazioni, bensì un'immersione emozionale nella materia stessa con cui erano fatti i film. (...) È rarissimo ascoltare il 'nostro' silenzio al cinema, e fosse solo per questo 'The Artist' è un'esperienza da non perdere." (Dario Zonta, 'L'Unità', 09 dicembre 2011)

"Risate, applausi, spettatori rapiti, almeno quelli un po' più agée. Inserito all'ultimo momento in gara, 'The Artist' di Michael Hazanavicius, potrebbe essere l'outsider che spiazza le previsioni di un concorso grandi firme. [...] La scommessa era temeraria, ma, stando all'accoglienza della stampa, Hazanavicius l'ha vinta su tutta la linea. [...] Il viaggio nel passato è reso possibile dalle prove degli attori, stupendi interpreti di un'epoca leggendaria che non hanno avuto la fortuna di vivere. [...]" (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 16 maggio 2011)


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