DRIVE - scheda e trailer del film

DRIVE regia: Nicolas Winding Refn soggetto: tratto dal romanzo omonimo di James Sallis (ed. Giano/Neri Pozza);
sceneggiatura: Hossein Amini; fotografia: Newton Thomas Sigel; musiche: Cliff Martinez; montaggio: Matthew Newman; scenografia: Beth Mickle; arredamento: Lisa K. Sessions; costumi: Erin Benach.
Produzione: Filmdistrict, Odd Lot Entertainment, Bold Films, Marc Platt/Motel Movies; distribuzione: 01 Distribution. (USA 2011, colore, durata: 100’)

 Interpreti:
Ryan Gosling,
Carey Mulligan,
Bryan Cranston,
Albert Brooks,
Oscar Isaac,
Ron Perlman,
Christina Hendricks,
James Biberi,
Kaden Leos.


Premio per la
Miglior Regia
al 64. Festival
di Cannes
(2011) 

Driver (Ryan Gosling) lavora come stuntman ad Hollywood, ma come lui stesso ama ripetere, si tratta solo “di un lavoro part time”. Di giorno, infatti, lavora come meccanico e di notte mette al servizio dei criminali il suo talento da autista al volante di macchine di grossa cilindrata percorrendo le strade di Los Angeles a tutta velocità. La sua è una precisione meccanica che fa di lui uno dei migliori sul campo. Shannon (Bryan Cranston) è l’agente di Driver, sia per il lavoro che svolge di giorno sia per quello che svolge di notte. Shannon ha un grande piano: trovare il denaro per costruire una macchina che permetta a Driver di correre nel circuito professionale, e fare da manager del suo team. E qui fa il suo ingresso Bernie Rose (Albert Brooks), ex produttore cinematografico, che ha scalato la gerarchia della criminalità. Dopo aver visto Driver correre in pista, Bernie Rose insiste che l’amico d’infanzia Nino (Ron Perlman) si unisca a loro. Sebbene Driver sia per natura, oltre che per necessità professionale, un lupo solitario, tutte le sue barriere crollano inesorabilmente nel momento stesso in cui incontra in ascensore la sua nuova vicina Irene (Carey Mulligan). Quando poi la rincontra con suo figlio Benicio (Kaden Leos) davanti al supermercato mentre cerca invano di far ripartire la sua macchina, Driver non può fare a meno di offrirgli un passaggio. La routine della vita di Driver viene interrotta dai suoi nuovi vicini di casa con i quali fa subito amicizia. Mentre Irene lavora come cameriera, Driver si occupa di Benicio, e ben presto tra i due si crea un legame molto forte. Questo interludio felice ha però vita breve, si interrompe quando Standard (Oscar Isaac), il marito di Irene, viene rilasciato dalla prigione prima del tempo per buona condotta. Sebbene non sia accaduto niente tra Driver e Irene, Standard si sente minacciato dalla presenza di un altro uomo all’interno della sua vita famigliare. Driver è perciò costretto a farsi da parte. Ma quando trova Standard in un lago di sangue nel parcheggio interrato di casa -e Benicio, traumatizzato, a pochi metri da lui- Driver lo costringe a vuotare il sacco e scopre che Standard è indebitato fino al collo con la mafia, inoltre, scopre che sarà costretto a rapinare un banco dei pegni per estinguerlo, pena l’incolumità di Irene e del figlio. Driver, per salvare la donna e il bambino decide di aiutarlo nell’impresa e di fargli da autista…  

"[…] Drive è una pellicola di gran classe e si segue tutta di un fiato. Merito di un interprete -Gosling, la scoperta dell' anno- che non ti stanchi mai di guardare; di una attrice straordinaria e vibrante, la Mulligan, apprezzata in An Education e in Shame. Merito di una sceneggiatura che Hossein Amini orchestra abilmente su impercettibili scarti temporali; della stilizzata Los Angeles impaginata dal direttore di fotografia, Newton Thomas Sigel; della musica di Cliff Martinez, collaboratore abituale di Soderbergh. Talenti eterogenei che, sotto la guida del talentoso Refn, conferiscono a Drive una tenuta forte, coerente. Raramente premio per la regia fu dato con maggior giudizio: sarà poi il futuro a dirci se il danese è solo un impeccabile manierista o se ha un mondo da esprimere." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 30 settembre 2011)

"Una ballata ad alto tasso criminale che si radica con polso stilizzato e iperrealistico nella migliore tradizione del noir hollywoodiano. 'Drive' del danese americanizzato Nicolas Winding Refn non a caso è stato premiato per la regia all'ultimo festival di Cannes suscitando generali entusiasmi e qualche contorta perplessità tra gli ultimi addetti ai lavori ostili al connubio tra marchio d'autore e cinema di genere. Tratto dal romanzo omonimo di James Sallis (ediz. ital. Giano), il film sicuramente destinato a diventare di culto non vuole mettere in bella calligrafia la routine poliziesca, bensì forgiare quest'ultima col fuoco di un pathos che è proprio della condizione umana postmodema. In 'Drive' non c'è, insomma, la sbrigativa separazione - ricorrente nei prodotti affini - tra atmosfere e racconto perché le une sono determinate dall'altro e la scelta di stile ne viene costantemente giustificata, corroborata, in una parola ricreata. [...] un'eccezionale colonna musicale in cui l'elettronica anni Ottanta si mischia alle citazioni tarantiniane di dimenticati hit italiani ('Oh My Love' di Riz Ortolani), verrà a più riprese squarciata da impressionanti impennate di brutalità e violenza decisamente pulp, 'Drive' è uno di quei titoli che si fanno prendere sul serio sia che si cerchi il piacere dello spettacolo sia che si pretenda la coerenza della sempiterna metafora della lotta dell'individuo per la sopravvivenza." (Valerio Caprara, Il Mattino, 30 settembre 2011)

"Stuntman per il cinema e pilota per la criminalità, lo straordinario Ryan Gosling guida, ama (Carey Mulligan) e lotta. […] Drive è il più felice paradosso sugli schermi del Terzo millennio: genere d'autore, quale è Nicolas Winding Refn. Il genietto danese imbocca la corsia dell'azione criminale, fa stop e go nell'intimismo e rifornisce di ineluttabilità e desideri frustrati il suo pilota senza nome, che tiene la strada come nessun altro, ma non per andare là dove vorrebbe. Frullando i notturni di Paul Schrader e una colonna sonora da brividi, l'adrenalina di Michael Mann e lo splatter di 'Pusher', 'Drive' è la Ferrari dell'action su strada. Con quattro mani al volante, perché anche Refn guida da Dio una macchina non sua: premiata a Cannes, è una regia su commissione.
Ed è un capolavoro: non perdetelo." (Federico Pontiggia, Il Fatto Quotidiano, 29 settembre 2011)

" [...] Refn, al di là dei richiami e delle citazioni, ha un passo originale e di grande valore. Il modo soffuso e ammantato in cui avvolge quella che di fatto è una storia d'amore, anzi un méelo, e l'improvviso scatenarsi della violenza cruda e realistica fanno parlare di un autore complesso e raffinato che arriva oggi a un pubblico più ampio ma che già da tempo ha conquistato un pubblico più esigente. Poche ultime parole per sottolineare la performance attoriale del protagonista, un Ryan Goslin che potrebbe alla lunga competere con la fissità mitica di Clint Eastwood, anzi crediamo che Refn abbia voluto giocare con questo impossibile paragone, visto che mette uno stuzzicadenti quasi western sull'angolo della bocca di Goslin. Comunque sentiremo parlare ancora di lui."
(Dario Zonta, L'Unità, 30 settembre 2011)

"[…] Il film ci regalerà alcune delle più straordinarie scene di inseguimento del cinema contemporaneo. […] Un concentrato di corse e adrenalina come 'Drive', esordio a Hollywood del 41enne danese Nicolas Winding Refn, astro in ascesa sull'affollata (e sempre più efferata) scena mondiale del noir. Ma è la struttura del film, così vistosamente (così infantilmente) diviso in due, che spinge a chiedersi perché a una prima parte tutta corse e speranza segua una seconda parte dominata dalla violenza più cieca. Come se dopo averci fatto volare Winding Refn dovesse ricordarci con brutalità che abbiamo un corpo, fatto di carne e sangue."
(Fabio Ferzetti, Il Messaggero, 30 settembre 2011)


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